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 2026  settembre 18 Venerdì calendario

Ex Ilva, battaglia sugli altiforni. No alla sospensiva immediata

La battaglia per tenere insieme il diritto alla salute, la tutela dell’ambiente e il lavoro, e con essi la sopravvivenza dell’ex Ilva, si è trasformata in una guerra di carte bollate. L’ultimo capitolo è una nuova istanza alla Corte d’Appello di Milano per evitare che gli altiforni di Taranto vengano spenti prima che sulla vicenda si pronunci la Cassazione.
I legali di Ilva e Acciaierie d’Italia, entrambe in amministrazione straordinaria, hanno presentato una seconda istanza dopo che l’11 settembre i giudici milanesi avevano respinto la prima richiesta di sospensiva. A cambiare il quadro è la decisione delle Sezioni Unite della Cassazione di fissare al 20 ottobre l’udienza sui ricorsi contro il decreto del 27 luglio che ha disposto la fermata dell’area a caldo entro il 28 ottobre. Con la nuova istanza i legali chiedono che lo spegnimento venga sospeso almeno fino alla pronuncia della Suprema Corte. Ieri sera il presidente della Corte d’Appello, Giuseppe Ondei, non ha accolto la richiesta di una sospensione immediata, senza sentire le altre parti, e ha fissato al 30 settembre l’udienza per discutere l’istanza nel contraddittorio. Due gli elementi nuovi indicati dalla difesa: i tempi brevi dell’udienza e la mancata trasmissione della memoria con cui il sostituto procuratore generale Angelo Renna aveva espresso parere contrario alla precedente sospensiva.
È lo stesso ministro delle Imprese Adolfo Urso a definire la situazione un «labirinto». Il decreto legge sull’ex Ilva, già preparato dal governo, resta per ora fermo. «È già confezionato», ha spiegato ieri Urso, e sarà ripresentato dopo la nuova decisione della Corte d’Appello. Il provvedimento contiene due capitoli: la tutela dei lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto e le misure per accelerare la reindustrializzazione. Tra queste è prevista l’istituzione di un distretto per le nuove tecnologie green.
Resta aperto il nodo occupazionale. Il ministero del Lavoro ha convocato per oggi, alle 12, Acciaierie d’Italia, Aigi e Confapi per discutere le misure di sostegno al reddito per l’indotto. Il governo ha annunciato la cassa integrazione in deroga per 4 mila lavoratori dell’area appalti e dell’indotto, mentre le imprese hanno sospeso le procedure di licenziamento. La Fiom chiede però di non aspettare il 20 ottobre e sollecita un nuovo incontro a Palazzo Chigi già la prossima settimana.