Corriere della Sera, 18 settembre 2026
Campo largo diviso su Schlein. E Grillo: Conte sussurra ai cavilli
Il nodo Ucraina, le primarie, Nova, gli attacchi di Beppe Grillo («è l’uomo che sussurra ai cavilli»). Per Giuseppe Conte e il Movimento sono ore convulse. Mentre lo staff dei 5 Stelle è già a Milano a sistemare gli ultimi dettagli in vista della kermesse che si terrà nel weekend, il consiglio nazionale è riunito in un incontro che si protrae fino a tarda sera per sintetizzare le proposte da mettere al voto (per i militanti).
Conte interviene a Dritto e rovescio su Rete 4. In un clima di tensione tra alleati per la politica estera e per le primarie, il leader stoppa l’apertura di Elly Schlein al governo sull’energia: «Non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme» all’esecutivo Meloni. E anche il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, è sulla stessa lunghezza d’onda, bollando come «incomprensibile mano tesa» la mossa della segretaria dem. Il presidente M5S tocca diversi nodi politici, a partire dal sostegno a Kiev. «Noi siamo con l’Ucraina: lo siamo sempre stati. Abbiamo addirittura appoggiato il primo invio di materiale bellico, però abbiamo chiesto la svolta negoziale e non c’è mai stata. In Europa non la vogliono», dice. Poi puntualizza: «L’Europa è silente, afona, invece è quella la soluzione. Aiutare sì la popolazione, ma aiutarla con il dialogo e con gli forzi diplomatici non continuando con una escalation militare». Il presidente stellato lancia anche un avvertimento ai dem quando precisa che è «impossibile» pensare di «fare un governo progressista e continuare con la stessa politica del governo Meloni».
E sulla corsa per la leadership di coalizione, Conte spiega: «Per quanto riguarda le primarie, giustamente la segretaria del Pd ha detto: “O sono io o dobbiamo fare le primarie”. Io ho proposto anche un altro criterio, quello di metterci intorno a un tavolo per trovare una soluzione condivisa. Questa possibilità non è stata accettata e a questo punto abbiamo acconsentito a queste primarie». «Io non sarò mai un elemento divisivo, non c’è la mia ambizione in gioco. Se parteciperò, sarà perché chiedo un mandato per costruire orizzonte di pace e sicurezza», assicura. «Se sarò perdente non ostacolerò questo progetto politico, se sarò vincente posso assicurare che ce la metterò tutta per cambiare questo Paese dopo quattro anni di zero riforme». Ma in casa M5S l’attenzione è su Nova dove sono già accreditati un centinaio di giornalisti e sono attese migliaia di persone che si sono già registrate. A rendere un po’ più polemica la vigilia ci pensano le anticipazioni di Pulp Podcast. In poche frasi Beppe Grillo mette alla berlina il suo ex partito e Conte. «Oggi il Movimento è un’altra cosa. È in mano al reverendo Jones, l’uomo che sussurrava ai cavilli. Un movimento che di progressista ha solo la paralisi della mente...progressiva. Non hanno un’idea». L’ex premier replica: «Dica quel che vuole. Non è più una questione che riguarda M5S».