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 2026  settembre 18 Venerdì calendario

La «trattativa» di Salvini su Pontida

Un altro vertice e un nuovo comunicato congiunto all’insegna del vogliamoci bene, ma dietro l’ufficialità nel confronto tra Matteo Salvini e il fronte dei governatori (Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, l’ex Luca Zaia e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti) qualcosa si muove.
Tra oggi e domani, in un nuovo incontro da tenersi necessariamente prima che vada in scena il raduno di Pontida (che avrà contenuti condizionati dall’esito dell’ennesimo faccia a faccia), il leader leghista si è impegnato a dare una risposta a due richieste: modificare lo statuto, e quindi l’assetto organizzativo, del partito, in senso federale; consentire (o non opporsi) alla nascita dell’Associazione del Nord, un modo elegante di definire una vera e propria corrente. Non c’è nulla di nuovo nel contenuto, le istanze sono le stesse che i «dissidenti» avanzano da mesi e che Salvini, in particolare la prima, non vede di buon occhio.
Ma stavolta siamo alla vigilia dell’appuntamento sul «sacro suolo» e per tutti, ma soprattutto per chi ha la responsabilità della guida del partito, è necessario presentarsi sul palco di fronte ai militanti con uno spirito il più unitario possibile. Per i governatori è necessario che Salvini si impegni formalmente, dicendolo in modo chiaro a Pontida, che è pronto ad avviare il cambiamento dell’organizzazione della Lega per approdare al modello Cdu-Csu di cui parlò per primo Zaia un anno fa proprio sul pratone bergamasco. Il progetto è sempre quello: un partito nazionale e tre articolazioni interregionali (Lega Nord, Centro e Sud). Il ministro Roberto Calderoli a giugno aveva steso anche una bozza di nuovo statuto ma, dopo una prima apparente apertura, il leader aveva pronunciato un secco «non s’ha da fare».
Nel comunicato ufficiale diffuso dopo l’incontro di ieri si usa una formula che lascia intravedere un possibile passo avanti: «La volontà comune è quella di rafforzare e far crescere la Lega, valorizzando ancora di più il ruolo degli amministratori e dei territori». Tutto sta a vedere come si traduce nei fatti, quindi con una modifica dello statuto, quell’impegno a valorizzare «il ruolo degli amministratori». L’ultima parola spetta a Salvini.
Difficile immaginare quali potrebbero essere le reazioni di fronte ad un eventuale, e non impossibile, diniego. Domenica bisogna presentarsi di fronte ai militanti. Il segretario negli ultimi giorni ha lanciato segnali distensivi e invitato tutti a fare in modo che vada in scena un raduno unitario nel segno di Umberto Bossi (domani è l’anniversario della nascita e il cofondatore della Lega Giuseppe Leoni ha organizzato una cerimonia di ricordo proprio nella vicina abbazia benedettina in concomitanza con il tradizionale ritrovo dei giovani padani sul pratone). I governatori, anche se non è ancora deciso chi parlerà dal palco, del resto restano convinti della necessità di un rilancio e non potrebbero non ribadirlo dal palco, con il rischio di qualche contestazione. Ecco perché le ultime 48 ore rischiano di essere decisive, in un senso o nell’altro.