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 2026  settembre 18 Venerdì calendario

Jet in Lituania, navi in Yemen. Italia schierata su due fronti

L’Italia su due fronti di guerra. Quello a Est, a difesa dei cieli dei Paesi baltici dalle incursioni di aerei e droni russi, e quello sul mar Rosso per difendere invece il naviglio commerciale dagli attacchi degli Houthi. Ai due jet di Mosca che hanno sconfinato in territorio lituano – dopo il drone armato intercettato e abbattuto solo pochi giorni fa – hanno risposto ieri, ancora una volta, gli Eurofighter dell’Aeronautica della Task Force Air «Baltic Thunder III», impegnati nella missione di air policing. Si sono alzati dalla base di Šiauliai e hanno scortato gli intrusi fuori dai confini, dopo l’allarme del Centro Nato di Uedem, in Germania.
Un episodio analogo si era già verificato il 3 agosto. Proprio nelle stesse ore il ministro della Difesa Guido Crosetto annunciava di aver attivato «la Marina per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane» nello stretto di Bab el-Mandeb, davanti allo Yemen. Un’operazione autonoma per difendere il traffico commerciale diretto in Italia delle azioni dei ribelli.
«Non decido adesso», ha però spiegato Crosetto, per il quale si tratta di «una situazione di questi giorni: valuteremo con il governo e con il Parlamento cosa sarà necessario fare. L’importante è ripristinare i traffici. Si tratta di navi che, se mandiamo, saranno a protezione delle navi mercantili». Del resto nello Yemen la situazione è sempre più complicata: almeno 125 mila yemeniti sono fuggiti dalle aree dei combattimenti e dall’offensiva degli Houthi, in pochi hanno attraversato su piccole barche il mar Rosso, verso l’Africa e Gibuti. Gli altri sono diventati rifugiati interni. In 12 anni di guerra civile che hanno devastato il Paese, i morti durante gli scontri sono stati almeno 150mila e altri 130mila per cause indirette, come la mancanza di cibo. Ma dopo essere stata coinvolta in cielo e in mare in scenari carichi di tensione, l’Italia si testa anche sul fronte terrestre: sempre ieri il ministro Crosetto ha partecipato con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’esercitazione militare a Monte Romano, nel viterbese, «Aegis 26», con l’impiego sul campo di nuove tecnologie e tecniche di combattimento di ultima generazione dell’Esercito. Manovre offensive con i droni, in parte stampati e autoprodotti in pochi minuti, ricognizioni tattiche, blitz contro postazioni difensive avversarie. Fuoco d’artiglieria e contro-carro, forze speciali della brigata Folgore, elicotteri. Anche dell’Aeronautica. Uno scenario per molti versi sovrapponibile a quello reale ucraino, con l’assalto a una trincea nemica indebolita dall’azione di droni aerei e terrestri, non solo da combattimento ma anche di rilevazione obiettivi e soccorsi ai feriti. Con una componente di AI. Anche se, come ha assicurato il generale Carmine Masiello, capo di Stato maggiore dell’esercito, «quella umana resta al centro dell’istituzione, con i suoi valori e la sua capacità di decidere eticamente, al di sopra di ogni algoritmo».