corriere.it, 17 settembre 2026
Cortina, la famiglia Vacchi vuole l’Hotel de la Poste
Da Hemingway a famiglie reali e jet set olimpici, passando per i cinepanettoni di Christian De Sica e Jerry Calà. Ad accogliere la clientela dell’Hotel de la Poste di Cortina d’Ampezzo potrebbero presto essere nuovi proprietari, per la prima volta da più di duecento anni. È infatti in stato avanzato la trattativa tra la famiglia fondatrice Manaigo e quella di Alberto Vacchi, imprenditori bolognesi da tre generazioni alla guida di Ima, tra i player mondiali dell’industria del packaging.
La storia dell’albergo
L’Hotel de la Poste, situato in piazza Roma, nel cuore della località dolomitica, prende il nome da una delle prime funzioni che Giuseppe Celestino Manaigo, maestro di posta, mise in funzione nel fabbricato nel 1804. L’altra parte divenne una locanda, che agli albori del ‘900 iniziò ad attrarre la nobiltà europea. Fenomeno che esplose con le Olimpiadi del 1956. Da quell’evento in poi, l’albergo venne sempre più frequentato da aristocratici e politici, tra cui i reali di Svezia, da industriali e intellettuali, oltre che dai protagonisti del mondo del cinema, ospitando tra gli altri Liz Taylor e Henry Fonda. Ernest Hemingway aveva una «propria» camera, alla cui scrivania nel 1950 scrisse il romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi. Nel 1983, l’hotel si è poi trasformato nel set del cinepanettone di Carlo Vanzina Vacanze di Natale, e ha ospitato grandi campioni degli sport invernali, tra cui Alberto Tomba e Kristian Ghedina.
Il Covid
Nel 2021, nell’hotel scoppiò un focolaio di coronavirus che portò alla chiusura per due mesi, a seguito della quale l’amministrazione citò per danni il ministero della Sanità della Repubblica popolare cinese davanti al Tribunale di Belluno. Dal 2010 la tradizione familiare nella conduzione dell’albergo è proseguita con Michela Esposito e il cugino Gherardo Manaigo. Il prossimo 6 ottobre il de la Poste chiuderà un’altra stagione da tutto esaurito.
I proprietari da anni ricevono offerte da tutto il mondo per lo storico hotel della Regina delle Dolomiti. La trattativa con i Vacchi, comunque, non è ancora conclusa. «Non c’è ancora niente di certo – spiega Sandra Ruatti, presidente dell’Associazione degli albergatori di Cortina – Il fatto stesso che se ne parli testimonia ancora una volta come il fermento attorno al comparto dell’accoglienza nella Conca sia tutt’altro che scemato e anzi continui a pieno ritmo, anche a Olimpiadi concluse». Come spiega Ruatti, l’evento sportivo mondiale ha rappresentato un driver importante per scoprire nuove opportunità alberghiere, per quanto il mercato del settore a Cortina sia sempre stato abbastanza vivace. «È fuor di dubbio che il mondo dell’ospitalità ampezzana abbia tratto immenso giovamento dall’evento olimpico – continua Ruatti – L’interesse da parte di grandi catene italiane e internazionali, infatti, è scattato già all’indomani della diffusione della notizia dell’assegnazione dei Giochi 2026 alla nostra destinazione, ancora nel 2019».
Le altre operazioni
Da allora a Cortina sono arrivati nuovi ingressi e riqualificazioni importanti, specialmente nelle fasce high luxury e medium high. Tra i casi più noti, l’acquisto dell’hotel 5 stelle lusso «Ancora» in corso Italia da parte di Renzo Rosso e attualmente gestito dal Gruppo Egnazia ospitalità italiana; oltre all’Hotel Tofana a Pocol, 5 stelle gestito dalla famiglia Schanung e l’Eight Hotel, che dopo varie peripezie dal 2022 è entrato a far parte dell’universo Solido Hotels della famiglia Davanzo. Non solo. Nel 2025 è stato inaugurato il nuovissimo Casa Guargné, mentre quest’anno lo storico Hotel Ampezzo ha ripreso l’attività sotto l’egida di Dhom Collection. In dirittura d’arrivo invece i progetti dell’ex Hotel Le Gral, che dovrebbe inaugurare a Natale, così come il The First Hotel Cortina. Infine, tra il 2027 e il 2028 dovrebbero riaprire il Mandarin Oriental (ex Cristallo), il Bellevue, il San Marco e il Concordia. La famiglia Vacchi ha da poco inaugurato a Bologna la biblioteca BeB, appartenuta allo storico dell’arte Eugenio Busmanti, uno spazio per studiosi che raccoglie volumi preziosi, acquistato e aperto al pubblico.