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 2026  settembre 17 Giovedì calendario

Re Carlo risponde al conte Spencer sul libro su Diana

«Sua Maestà è consapevole che il dolore di un fratello può offuscare la ragione, il giudizio e dare sfumature ai ricordi che altri non riconoscono anche dopo molti anni da quella perdita». 

La risposta di Re Carlo al libro memoir del conte Charles Spencer, fratello di Diana il più polemico verso l’establishment dalla morte della principessa, che il 22 settembre arriverà in libreria con il suo «Swan Song: Diana, My Sister», arriva dalla Scozia dove Carlo III ha riunito i signori dell’AI. 
Nel 2027 saranno 30 anni dalla morte di Diana e il conte ha deciso di giocare d’anticipo e pubblicare il libro per raccontare la sua verità su un mito del nostro tempo. Lei, Lady D, Diana Spencer andata all’altare a St. Paul’s Cathedral a Londra il 29 luglio del 1981 per dire sì all’erede al trono, il principe Carlo. Sotto gli occhi della regina Elisabetta II e del principe Filippo. E di un mondo desideroso di sognare con la più spettacolare ma anche tragica favola contemporanea. 

Never complain never explain, la regola aurea dei Windsor per non scendere in polemiche, non rispondere a provocazioni, ha da decenni guidato la reazione della Royal family a libri scandalistici, ricostruzioni e altro. E il Re mentre affida al mondo il suo primo commento al nuovo libro che in Italia sarà pubblicato da Mondadori, aggiunge: «Comunque non rispondiamo ai libri, come principio». 

A suscitare una reazione del sovrano sono le affermazioni nel libro – del quale non sarebbero stati al corrente i Windsor ma solo Harry che ne avrebbe appreso mentre era in visita ad Althorp in estate – in cui il conte rivelerebbe che Diana non avrebbe voluto che i suoi giovani figli fossero stati costretti a camminare dietro al feretro. 

Non solo, ma alle insinuazioni del fratello di Diana che l’allora principe gli avrebbe detto al telefono di «star certo che sarebbe stata presto dimenticata», un collaboratore dell’allora principe Carlo ribatte: «Carlo non ha mai detto allo staff di criticare Diana». Aggiungendo: «Era un uomo distrutto dal dolore e anzi sfidò il protocollo insistendo per i funerali di Stato». 

Certo, nel leggere la risposta del Re che parla a proposito della ricostruzione del conte Spencer di «sfumature ai ricordi che altri non riconoscono anche dopo molti anni da quella perdita», torna subito alla mente la risposta della regina Elisabetta II alla ricostruzione nell’intervista con Oprah Winfrey della relazione tra Harry e Meghan e la Firm. «Recollections may vary», disse Elisabetta, più o meno i ricordi, le ricostruzioni possono essere differenti.

«Mi sono convinto a mettere per iscritto, una volta per tutte, i miei pensieri e i miei ricordi personali, così da non essere più costretto a leggere le opinioni altrui, molte delle quali si fondano su menzogne che si sono consolidate nel tempo», ha detto Charles Spencer storico, speaker radiofonico, autore di numerosi saggi, annunciando in estate il suo libro. 

Ed ha aggiunto: «L’obiettivo di questo libro è raccontare la verità su Diana dal punto di vista di suo fratello, proprio come ho cercato di fare quando ho parlato alle esequie. Come nell’orazione funebre, voglio parlare per conto di Diana e farlo in maniera apertamente positiva. Spero che questo libro desti l’interesse dei tanti che ancora hanno cara la memoria di Diana da viva, e sarei estasiato se dopo questa lettura chi è troppo giovane per ricordarla nel suo massimo fulgore sentisse di aver colto chi era davvero: una persona dal carattere unico, dinamica, piena di amore, carisma e insicurezze, una persona che ha vissuto la vita fino in fondo e ha lasciato un mondo migliore di quello che aveva trovato, nonostante sia uscita di scena ancora molto giovane». 
Nella notte tra lunedì e martedì, come avevamo raccontato ieri, alcune copie dell’atteso memoir, quattro, sarebbero state sottratte da un furgone che stazionava durante la notte, di ritorno da un centro di stampa. La polizia olandese sta indagando sui fatti.