corriere.it, 17 settembre 2026
Milano, quanto costa vivere nei palazzi simbolo dello skyline?
Nel mondo sono 1.883 gli edifici di altezza superiori ai 200 metri, il 180% in più rispetto al 2010, mentre in Italia i palazzi che si possono definire torri sono 47. Se di queste si considerano i 10 palazzi esclusivamente residenziali più alti del Paese si scopre che sei sono a Milano e che hanno un’altezza media di circa 100 metri per ospitare 26 piani. Numeri rilevanti, ma ancora distanti dai 252 metri di altezza media e dai 63 piani delle prime dieci torri residenziali europee, e ancor più dai 393 metri e dagli 88 piani registrati nelle principali realtà mondiali.
Sono dati che riportiamo da un recente studio di Vmp-Vincenzo Monti Prestige Prime Residential, agenzia fondata e diretta da Andrea Pincherli Vicini, specializzata nell’intermediazione di case di pregio. Nella nostra città sono una settantina gli edifici superiori ai 40 metri, tra destinazioni residenziali e direzionali.
Non sorprende quindi che che si rivolge al mercato del lusso oltre che alle case d’epoca del Centro storico, dove peraltro l’offerta per i multimilionari è molto limitata, guardi con crescente interesse a palazzi come grattacieli di Porta Nuova, dalla celebre Torre Solaria, il più alto edificio residenziale d’Italia (37 piani per 143 metri di altezza), all’iconico Bosco Verticale (116 metri 27 piani), o alla torre Aurora a CityLife (20 piani, 70 metri di altezza). Accanto a questi ci sono anche torri storiche che, pur non potendo essere considerate grattacieli secondo gli standard contemporanei, all’epoca della loro realizzazione rappresentavano autentici simboli di verticalità urbana.
È il caso della Torre Velasca (106 metri), tra gli edifici più riconoscibili dell’architettura milanese del dopoguerra e considerata il simbolo del «brutalismo», recentemente oggetto di un importante intervento di riqualificazione da parte di Hines che ha riportato sul mercato 72 residenze «ready to live» disponibili esclusivamente in locazione. Vi sono poi i Grattacieli Gemelli di Piazza Piemonte (38 metri di altezza), raffinato esempio di stile Beaux-Arts e tra i primi edifici in altezza della città, che nel 2023 hanno celebrato il loro centenario; la torre Vico Magistretti (80 metri, 23 piani) di Via Revere.
Poi le Torri Gronchi di Via Vincenzo Monti (75 metri e 19 piani), dotate di piscina e inaugurate negli anni ‘50 e che devono il loro nome al fatto che furono inaugurate dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, e la Torre Magenta di via Matteo Bandello 4/2. Edifici che, seppur non ricordati per la loro architettura o per coloro che li hanno progettati, ciascuno a proprio modo, hanno contribuito a definire l’evoluzione dello skyline cittadino, e continuano ancora oggi ad attrarre l’interesse degli acquirenti più attenti al senso iconico ed all’indirizzo.
Ma quanto costa comprare un appartamento nelle torri milanesi?
La classifica del costo medio a metro quadrato vede al primo posto la Torre 1 del Bosco Verticale, con 18.100 euro al metro, seguito dalla Torre Monforte, al 36 dell’omonimo corso, con 18mila euro. Seguono tre torri di Porta Nuova: Solaria e Bosco Verticale 2 (16.500 euro per entrambe) e a 16mila euro la Torre Aria. Sempre a 16mila ci sono la Torre Revere e le Torri Gronchi. Prezzi importanti ma lontanissimi da quello che è considerato il più costoso grattacielo al mondo, il 220 Central Park South di New York, per il quale oggi si chiedono 145mila dollari (126mila euro) al metro quadrato.