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 2026  settembre 17 Giovedì calendario

Intervista a Marina La Rosa

Sempre gattamorta?
«Ormai gallina vecchia. Ma faccio ancora un buon brodo».
Marina La Rosa, ancora lei. Dopo 26 anni torna al Grande Fratello (al via oggi su Canale 5 in prima serata).
Un’attrazione irresistibile?
«Me l’hanno chiesto tante volte. Anche quest’anno alla prima telefonata ho risposto di no».
Poi hanno aumentato il cachet?
«Diciamo che mi hanno convinta, anche per l’aspetto economico. E poi è un gioco. Mi pagano per giocare e divertirmi. Poteva andarmi peggio».

Nel 2000 il Gf era una novità assoluta.
«Non credevo che mi avrebbero presa: arrivarono 16.000 persone ai provini».
Lei come gestì il suo?
«Mi presentai con aria di sufficienza, perché ero convinta che sarebbe stato un appuntamento perso. Gli autori mi facevano domande ma rispondevo prendendoli in giro. Quella mia “strafottenza” probabilmente li ha colpiti».
Fu un fenomeno oltre la tv.
«L’Italia si è fermata a guardarci. Io sono stata amata, odiata, giudicata, insultata, desiderata. Ero divisiva, anche se si usavano parole meno eleganti».
È stato un marchio?
«È un tatuaggio che non mi toglierò più. Mi vedete solo come quella del Grande Fratello? Tiè, ora ci ritorno».
La cosa più stordente di quel periodo?
«Avevo due guardie del corpo perché era diventato pesantissimo uscire per strada, non tanto per l’affetto della gente che ho sempre apprezzato, ma per gli insulti. Ero la puttana, la spacca famiglie, la poco di buono».
Di mezzo c’era Pietro Taricone.
«La gattamorta, io. E la casalinga di Voghera, lei, Cristina Plevani. Era totalmente innamorata di Pietro, mentre lui veniva da me a cercare di convincermi a fare qualcosa, di sessuale ovviamente. Anche se a Pietro non fregava niente di lei e lui non era il mio tipo, io venivo comunque percepita come l’elemento di disturbo nella loro storia d’amore. Tifavano per lei, la donna sottomessa all’uomo».

Pietro non le piaceva fisicamente, ma...
«Siamo diventati molto amici. Tra di noi è nato un rapporto meraviglioso, soprattutto fuori dalla casa, perché eravamo i personaggi più forti ed emblematici di quell’edizione. Eravamo due ragazzini che si sono trovati catapultati in un mondo assurdo e quindi ci spalleggiavamo a vicenda. Lui sembrava tutto muscoli, ma era molto profondo».
Qual è la cifra più mostruosa che le hanno dato per una serata in discoteca?
«50 milioni di lire».

Ha sperperato?
«Non lo so. Non mi ricordo niente, ho una sorta di nebbia cognitiva su tutto quel periodo. Ricordo quando tornai con una mia amica da due serate in discoteca: buttai 100 milioni sul letto. Saremo state in silenzio per 15 minuti. Zitte. Attonite. Sentivo che c’era qualcosa di strano, non mi sentivo a mio agio. Facevo due foto idiote, firmavo autografi e mi davano un sacco di soldi. Non capivo perché la gente si era così immedesimata in me. Ero diventata un’icona».

Che spiegazione si dava?
«Razionalmente lo capivo: la ragazzina che viene dalla Sicilia te la immagini con i baffi. Invece io stavo sempre in costume, mezza nuda, libera, abbracciavo tutti. O mi innalzavano a icona o mi massacravano».
La si vede spesso a «Cartabianca» con posizioni antigovernative e gli insulti non smettono di inseguirla.
«Mi considerano una cretina che non ha voce in capitolo perché ho fatto il Grande Fratello. Quindi non posso avere idee di nessuna natura, né posso esprimerle».
Qual è la sua fragilità?
«Oggi credo di essere a un buon punto della vita, credo di essere abbastanza equilibrata. Quando ero giovane invece ero molto insicura. Uscita dal Grande Fratello tutto quel rumore attorno a me, quegli insulti, mi avevano creato una grande dissonanza tra quello che sentivo di essere e quello che gli altri vedevano in me. Soffrivo di attacchi di panico, sono stata malissimo. Ed è per questo che sono approdata alla psicologia (si è laureata e fa consulenze, ndr), ho anni di analisi alle spalle. Mi sento sempre così attratta, eccitata e affascinata dalla mente umana».
L’amore?
«Mi sono separata e in questi sei anni ho provato a frequentare qualcuno. Non voglio generalizzare, ma...».
Incontra solo casi umani?
«Ecco. Non lo volevo dire, ma sembra proprio di sì. Vedo tanta inconsistenza. Oggi sto talmente bene da sola che per avere una relazione la persona che entra nella mia vita mi deve dare tanto, deve essere una cosa in più. Se mi deve togliere energie, no, sto bene così».
Quindi è single?
«Come direbbe Amanda Lear, ho chiuso la boutique».