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 2026  settembre 17 Giovedì calendario

Kraft, il signore del football che ha cancellato Macklemore

Il miliardario americano Robert Kraft ha confermato di avere fatto pressione sul cantante Ed Sheeran perché rimuovesse il rapper Macklemore dal suo tour americano. Kraft, 85 anni, ebreo statunitense, è proprietario del Gillette Stadium in Massachusetts, uno degli stadi dove Sheeran e Macklemore si sarebbero dovuti esibire a fine settembre. È anche proprietario della squadra di football americano del New England, i Patriots. La rivista Forbes stima il suo patrimonio sopra i 13 miliardi di dollari. Kraft ha donato fondi a varie cause ebree e israeliane come la campagna «Stand Up to Jewish Hate», che ha finanziato con oltre 20 milioni di dollari. Per il supporto a Israele ha ricevuto nel 2019 il Genesis Prize, un premio noto come il «Nobel ebraico»: alla cerimonia il premier Benjamin Netanyahu dichiarò che «Israele non ha amico più leale di Robert Kraft».
Il miliardario ha detto che lasciare che Macklemore si esibisse avrebbe oltrepassato una linea rossa, sostenendo che le dichiarazioni fatte nei giorni scorsi al MetLife Stadium dal rapper rientrano «in una più ampia storia di retorica e di immagini antisemite».
Allo stadio Macklemore aveva detto: «Le persone di tutta Gaza e della Cisgiordania occupata sanno che non le abbiamo dimenticate. Dico: “Palestina libera”. Dico “Libano libero, Cuba Libera, e così il Congo, il Sudan, l’Iran”». La reazione da parte di diverse organizzazioni israeliane e ebree americane è stata immediata: hanno chiesto di rimuoverlo dal tour. Sheeran ha negato di aver preso lui la decisione, affermando che è stata una scelta dei promoter e degli stadi. Lo stesso Macklemore ha affermato su Instagram: «Ho saputo da Ed che Kraft ha detto che non mi avrebbe permesso di esibirmi nel suo stadio» e ha aggiunto che il miliardario avrebbe fatto pressione anche sugli altri proprietari degli stadi, arrivando a dire a Sheeran, secondo il suo racconto, che se Macklemore fosse rimasto nel tour anche altri non avrebbero ospitato i concerti.
Kraft ha riconosciuto il proprio coinvolgimento, ma non ha confermato pubblicamente di aver organizzato una pressione coordinata sugli altri proprietari. Ha aggiunto anche che è pronto a parlarne con il rapper. Il miliardario ha affermato che «questa decisione non vuole sminuire la sofferenza dei palestinesi innocenti o negare a nessuno il diritto di parlare a loro sostegno. Ma questo non dovrebbe essere fatto a spese della comunità ebraica od oscurando le responsabilità di Hamas, le cui azioni orrende hanno causato sofferenze incommensurabili per i palestinesi come pure per gli israeliani».
Mentre molti sono critici nei confronti di Kraft – che aveva anche sospeso i finanziamenti alla Columbia University, la sua ex università, a causa delle proteste pro-palestinesi nell’ateneo: in totale ha donato 18 milioni di dollari e i finanziamenti non sono più ripresi – un editoriale di Haaretz afferma che in questo episodio si nota anche qualcosa di nuovo. Le parole di Kraft, secondo il quotidiano liberale israeliano, mostrano una preoccupazione per le sofferenze dei palestinesi, una cosa non scontata da parte di chi ha le sue idee politiche. Il miliardario americano ha aggiunto di aver donato a cause che aiutano i palestinesi in passato e di «sentirsi solidale con il popolo palestinese contro Hamas».