Corriere della Sera, 17 settembre 2026
Psico-test per le toghe, via libera dal Csm (con sei astenuti)
«L’introduzione dei test psico-attitudinali rischia di essere uno strumento di condizionamento nei confronti della magistratura, a partire dallo stesso momento del reclutamento». L’Anm scende in campo contro il via libera della sesta commissione del Consiglio superiore della magistratura a introdurre i test nei concorsi, come previsto dal decreto legislativo del 2024. «Indipendenza, imparzialità ed equilibrio sono principi cardine per un magistrato. Lo sono e devono continuare ad esserlo», ha evidenziato ieri la giunta Anm. E, ricordando che «i magistrati sono già controllati dalla prova di accesso all’entrata in ruolo e nel loro percorso», ha ribadito la contrarietà ai test pensati come «strumento da usare nel dibattito per attaccare i magistrati».
La delibera però ha raggiunto il difficile obiettivo di scontentare un po’ tutti. Sei consiglieri si sono astenuti per motivi opposti. Tutt’altro che soddisfatti i fautori dei test psicoattitudinali. «Linee guida insufficienti», commenta il laico Enrico Aimi. E le consigliere laiche di centrodestra Claudia Eccher e Isabella Bertolini, astenute assieme a Daniela Bianchini, ritengono che si sia voluta «depotenziare l’innovazione: quattro anni di tempo per fare tutto ciò che le amministrazioni pubbliche già fanno».
Sul fronte opposto gli astenuti Romboli, laico in quota Pd, e i togati Mirenda e Miele che accusano: «I test non sono altro che un tassello del progetto di normalizzazione della magistratura già previsto dal piano Gelli».
La delibera prevede una fase di sperimentazione. Ed entrerà a regime nel 2028. Una commissione metterà a punto la valutazione che riguarderà cinque aree: cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale e organizzativa. «Per stabilire le condizioni di inidoneità che dovrebbero impedire l’accesso alla carriera di pm o giudice che dovranno essere accertate». E «non a diagnosticare condizioni patologiche», si specifica.
Intanto al Csm giunge l’appello del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri a riempire le piante organiche. «Mancano dieci gip a Napoli» ha denunciato a margine di un’operazione anti-camorra. E per rendere più esplicito l’allarme ha specificato: «Sono ferme 1.300 richieste di custodia cautelare». Il Csm si muova.