Corriere della Sera, 17 settembre 2026
L’allerta di von der Leyen per la Ue: russi e sovranisti vogliono farci a pezzi
L’applauso più fragoroso – in un discorso con applausi molto tiepidi – scoppia quando la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen difende i diritti delle donne: «Oggi i nostri valori fondamentali vengono messi in discussione. Alcuni vogliono persino farci arretrare sui diritti delle donne. Riportarci a un’epoca in cui le donne erano cittadine di seconda classe». Una posizione non scontata, tanto più che in questi giorni al Parlamento europeo a Strasburgo c’è una mostra contro l’aborto promossa dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Paolo Inselvini. Von der Leyen non menziona i diritti riproduttivi, si riferisce alla parità di trattamento e alla parità salariale per le quali «abbiamo lottato così duramente»: «Le donne sono qui per restare – ha scandito —. Difenderemo i nostri diritti. E continueremo a difendere i nostri valori ogni singolo giorno».
Il Discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen davanti alla plenaria del Parlamento europeo riunita a Strasburgo, delinea un’Europa sociale che difende i propri valori e i propri cittadini, che si preoccupa della salute e della casa, della tutela dei minori online proponendo il divieto totale di accesso ai social a chi ha meno di 13 anni.
Solidarietà
È l’Europa solidale contrastata dagli ultranazionalisti e dalla Russia che «disprezzano i valori dell’Europa e vogliono fare a pezzi l’unità europea». In un certo senso, tutto il discorso è una difesa dell’Unione europea nella «battaglia di narrazioni» che cercano di «indebolire la fiducia nell’Europa, di paralizzare le nostre democrazie», mentre «nella fredda fragilità del mondo odierno, solo l’Europa può garantire la vera sovranità ai suoi cittadini». È un’Unione che richiama all’ordine gli Stati che rallentano il completamento del mercato unico e dell’Unione bancaria per difendere gli interessi nazionali, limitando la competitività.
Coloni violenti
Von der Leyen ha anche richiamato i Paesi Ue alle proprie responsabilità per non essere riusciti a formare «le maggioranze necessarie per una risposta unitaria» agli insediamenti illegali dei coloni israeliani in Cisgiordania: «Quando è divisa, l’Europa non è in grado di cambiare il corso degli eventi».
Sicurezza
La plenaria ha applaudito con tanto di standing ovation quando von der Leyen ha annunciato al premier Mark Carney, presente in aula, di voler lavorare perché il Canada diventi «il primo membro associato dell’Ue». Servono nuove partnership per contrastare le grandi potenze: Russia, Cina e Stati Uniti. Bruxelles vuole rafforzare la cooperazione in diversi ambiti a partire da quello della difesa e dal comune sostegno all’Ucraina. La Russia con i suoi attacchi ibridi rappresenta una minaccia per i Paesi dell’Unione. L’Europa ha bisogno di un proprio manuale di contrasto agli attacchi ibridi. La presidente ha ipotizzato un articolo 4 europeo simile a quello della Nato, ovvero un Protocollo di sicurezza d’emergenza: «Se attivato da uno Stato membro, tutti gli Stati membri si riuniscono per coordinare una risposta europea, per scongiurare un’ulteriore escalation e per attutire l’impatto». Von der Leyen ha anche rilanciato l’idea di creare un Consiglio di sicurezza europeo, allargato a partner chiave come Canada, Norvegia, Ucraina e Regno Unito.
Transizione pulita
Sul fronte economico, il passaggio più rilevante riguarda il cambiamento climatico e l’intelligenza artificiale. La strada dell’Ue è la transizione pulita con buona pace delle destre europee. «Rendiamo il futuro dell’Europa elettrico», ha detto la presidente ricordando il costo economico della dipendenza dalle fonti fossili. Per von der Leyen «quest’estate è stata l’estate della verità»: «L’Europa può, deve e manterrà la rotta verso i suoi obiettivi climatici». L’Ue deve raggiungere la resilienza climatica attraverso «l’adattamento e la mitigazione».
Intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è la sfida non del futuro ma del presente: l’Ue ne vuole minimizzare i rischi e massimizzare i benefici. «Vogliamo che l’AI crei più valore – ha detto – in modo più responsabile. E a un costo inferiore e con un minore consumo energetico». Sui rischi, l’Ue vuole lavorare con le Big Tech.
Immigrazione
Sulla migrazione von der Leyen ha ribadito la linea: «Rispetteremo sempre i nostri valori e i diritti fondamentali, ma non scenderemo mai a compromessi sulla protezione dei nostri confini». La presidente ha annunciato un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze, che verrà attivato solo in base a criteri «rigorosamente definiti» e consentirà una flessibilità limitata nel tempo rispetto alle procedure standard per le richieste d’asilo. Von der Leyen ha anche espresso solidarietà al «popolo spagnolo»: «Il confine di Ceuta è un confine europeo. Perché Ceuta è Spagna, Ceuta è Europa. E l’Europa sarà al vostro fianco». Il messaggio di von der Leyen è chiaro. Le minacce globali – guerre, crisi climatica, AI – spaventano i cittadini europei. Sono «legittime preoccupazioni» che però «vengono strumentalizzate per seminare discordia tra di noi. A volte dall’esterno, troppo spesso dall’interno».