Corriere della Sera, 17 settembre 2026
Bollo auto, l’opposizione: così è propaganda. Regioni divise sul gettito
Il più lucido è Luigi Marattin. Per l’ex consigliere economico di Matteo Renzi e oggi segretario del Partito liberal democratico la mossa di abolire il bollo, ma soltanto per il 2027, è sbagliata. «L’anno prossimo si dovranno trovare 2,4 miliardi solo per non rimetterlo, e ormai – constata Marattin – i cittadini si saranno abituati a non pagarlo. È stato con gli “eh, vabbé, ci pensiamo l’anno prossimo” che questo Paese ha usato il futuro come una discarica». L’azzeramento del bollo per moto e auto fino a 80 kW di potenza diventerà, insomma, un rompicapo aggiuntivo per chi dovrà trovare le coperture nelle future leggi di Bilancio, perché è lampante che reintrodurre la tassa sui veicoli di piccola e media cilindrata sarà davvero molto impopolare.
A schierarsi contro la scelta del governo è il M5S, che rimprovera alla premier Meloni l’assenza di coerenza. «Presidente Meloni, allora ci dica: chi è Cetto La Qualunque adesso?», scrive in una nota Vittoria Baldino, vicepresidente M5S, ricordando che la premier nel 2025 aveva liquidato un’analoga proposta di Pasquale Tridico, all’epoca candidato del M5S per la Regione Calabria. «L’esenzione dal bollo auto in Calabria? Roba che Cetto La Qualunque in confronto era Ottone di Bismarck», erano state le parole della premier, che ora Baldino ha gioco facile nell’attaccare: «Nel centrodestra le idee diventano buone appena smettono di portare la firma del M5S. La prossima volta prima di deridere le nostre proposte aspettino almeno di sapere se qualche mese dopo dovranno copiarle». Severo il giudizio del Pd che contesta il tentativo di risolvere il caro carburanti intervenendo sul bollo. «Siamo di fronte all’ennesima, ingannevole operazione di propaganda del governo. Parliamo di una misura che, per molti cittadini, vale al massimo uno o due pieni di carburante», spiega Silvio Lai, deputato Pd della commissione Bilancio. Dal governo il vicepremier Antonio Tajani rivendica l’abolizione del bollo: «È una scelta strutturale che cancella una tassa invisa. Era una ferma e pressante richiesta di Forza Italia che l’esecutivo ha accolto e fatto propria. Una misura coerente con la nostra visione liberale». Analoga lunghezza d’0nda per il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami. «Il governo con grande pragmatismo, ha approvato l’abolizione del bollo auto. A godere del beneficio sarà il 70% degli italiani. Tutte quelle famiglie per le quali l’automobile non è un lusso ma strumento fondamentale per andare a lavoro o per accompagnare i propri figli scuola».
Ma la polemica sul taglio del bollo investe anche i governatori regionali, perché ad incassare la tassa sono stati finora gli enti locali. Tanto che Meloni si è affrettata a precisare: «Trasferiremo alle Regioni la quota delle risorse che rappresenta per loro un mancato introito». Una rassicurazione bocciata dal governatore del Pd della Toscana, Eugenio Giani:«Si afferma falsamente che si tratta di compensazioni. Basta leggere il decreto per rendersi conto che si prevede, facendo l’esempio della Toscana, un rimborso per poco più di 100 milioni, privandoci di entrate per circa 350». La sintesi di Giani è secca: «La demagogia elettorale non aveva mai raggiunto in 80 anni di Repubblica questo livello sconsiderato e di malgoverno». Una valutazione opposta arriva dagli amministratori di centrodestra. «Esprimiamo apprezzamento per l’abolizione del bollo auto sulle vetture piccole e medie e sui motocicli. Si tratta di un provvedimento che valutiamo positivamente ancor di più per la copertura finanziaria sostenuta dal Governo, senza oneri per i bilanci regionali», commenta il presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Massimiliano Fedriga (Lega). Analoga la posizione del governatore del Piemonte e vicesegretario di Fi, Alberto Cirio. «Ho affrontato con Fedriga e direttamente con il ministro Giorgetti che mi ha assicurato che la quota regionale verrà interamente coperta dal trasferimento statale, senza che l’abolizione del bollo comporti alcun onere per le Regioni».
E in serata una nota sottoscritta dai governatori di centrodestra (tra cui Marco Marsilio, Francesco Rocca, Renato Schifani, Roberto Occhiuto e Attilio Fontana) ha accolto con favore l’abolizione del bollo.