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 2026  settembre 17 Giovedì calendario

Abolizione del bollo auto, Giorgetti: "Intervento sofferto"

Palazzo Chigi aveva deciso da tempo di farla finita col taglio delle accise: troppo costoso e poco visibile. E soprattutto poco spendibile dal punto di vista del consenso.
Prenderemo misure mirate sulle fasce deboli, aveva annunciato la stessa premier nei giorni scorsi. Sul tavolo del governo si erano allora moltiplicate le proposte, alimentando subito uno scontro nella maggioranza sulle categorie da proteggere in via prioritaria (i dipendenti fino a un certo reddito, ma allora anche gli autonomi, diceva la Lega) e su dove trovare i soldi. Non è un problema, diceva sempre Salvini, basta tassare gli extraprofitti. Misura «sovietica» ribatteva Tajani per Forza Italia. Uno scontro che Meloni ha disinnescato ricorrendo alla soluzione più «semplice», come ha spiegato la stessa premier dopo il Consiglio dei ministri: l’abolizione di una delle tasse più odiate, il bollo auto.
Non è un caso che Meloni abbia richiamato la battaglia di Silvio Berlusconi per cancellare le imposte sulla prima casa, pur negando che si tratti di una mossa elettorale. Ma l’anno prossimo si vota, è un fatto. E, come ha osservato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, «la misura, a cui siamo arrivati in modo sofferto, valutando tante opzioni, nasce emergenziale, ma inevitabilmente diventerà strutturale». Del resto, chi avrebbe il coraggio di dire che dal 2028 tornerà il bollo? E così la stessa Meloni aggiunge che per la copertura dei prossimi anni si provvederà con la prossima legge di Bilancio.
Insomma, il costo di 2,3 miliardi necessari per abolire il 2027, trovati con l’escamotage dei residui non spesi del Pnrr, si scaricherà «inevitabilmente» sugli anni a venire e quindi sul governo che uscirà dalle prossime elezioni. Da un certo punto di vista, non è nemmeno un costo esagerato se paragonato ai 2,6 miliardi che il governo ha speso da marzo per il caro carburanti. Senza contare che la decisione di ieri sarà pure una mossa elettorale, ma ha il merito di evitare la trappola insita nelle proposte di bonus legati all’Isee o al reddito che erano circolate nei giorni scorsi e che avrebbero finito per premiare anche tanti evasori.
Per Giorgetti, che ha trovato il cilindro da cui far uscire il coniglio, la mossa si può racchiudere con tre aggettivi: «Apprezzata, immediata e utile». Meloni avrebbe voluto dare l’annuncio sul bollo dal palco di Bari lo scorso 4 settembre in occasione dell’evento di FdI dedicato alla longevità del suo governo, ma le mancavano gli ultimi dati. Nei giorni scorsi l’accelerazione: basta con gli interventi orizzontali che non vengono percepiti.