ilfattoquotidiano.it, 16 settembre 2026
Vigilanza Rai, La Russa: “Se non indicano i componenti li nominerò io”.
Se gli comunicano i nomi o lui procederà da solo nominando i componenti della Commissione bicamerale. La battaglia sulla Vigilanza Rai è ufficialmente ripresa con la presa di posizione del presidente del Senato Ignazio La Russa. Dal 2 luglio scorso la Commissione parlamentare non c’è più per le dimissioni dei parlamentari dell’opposizione, cui sono seguite quelle della maggioranza. Dimissioni arrivate nonostante i numerosi appelli del presidente Mattarella e dovute allo stallo e al boicottaggio da parte del centrodestra per il rifiuto del centrosinistra di votare Simona Agnes alla presidenza della Rai.
“Sulla Vigilanza Rai, oggi ho comunicato che sono scaduti i termini. Tuttavia ho dato altri 6-7 giorni fino a martedì”, ha dichiarato La Russa al termine della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. La seconda carica dello Stato tira dritto: “Mercoledì provvederò, come è mio dovere, a nominare i componenti dei gruppi che non fossero pervenuti, partendo dal dato apicale e scendendo per i rami”. E avverte: “Se per caso si dimettessero anche quelli e se nel frattempo gli altri gruppi mi daranno i nomi, la commissione può funzionare fino a nuova fase. Può funzionare lo stesso”.
Lunedì è scaduto il termine che i capigruppo dei partiti avevano per indicare i nuovi membri della commissione: la maggioranza li ha indicati, l’opposizione no. Adesso, dopo l’annuncio del presidente del Senato, il centrosinistra è pronto a rispondere con nuove dimissioni. I contatti tra i partiti sono in corso, ma la scelta di far dimettere i componenti scelti dai presidenti delle Camere resta la prima opzione. A quel punto, però, può scattare il blitz della destra. Secondo i regolamenti parlamentari, in caso di nuove dimissioni della minoranza ma non del centrodestra, i dimissionari saranno considerati tali solo dopo aver indicato i nomi dei sostituti. E se la Vigilanza si riunirà, col numero legale garantito dalla maggioranza, saranno considerati assenti. Questo potrebbe permettere ai partiti di governo di votare presidente e vicepresidenti. La Russa non lo nasconde: “Adesso non sono rimasti in carica perché si sono dimessi tutti. Invece se poi rimane in carica una parte, si va avanti, ovviamente se c’è il numero legale”.
La reazioni dei partiti di opposizione è durissima. “Non accettiamo ulteriori forzature perché quello che è accaduto è oggettivamente lontano da qualunque valore democratico: l’ostruzionismo della maggioranza, per limitare anche uno di quei pochi spazi di movimento della minoranza, è qualcosa che racconta molto bene come, loro, considerano le regole democratiche. Hanno già paralizzato per due anni la Vigilanza, adesso vogliono nominare di fatto loro i commissari che andranno a subentrare a quelli dimessi. È evidente che noi non accettiamo forzature di questo tipo e se questo è il dialogo, continueremo in modo molto netto a opporci. Se invece vogliono aprire un ragionamento su cosa fare e su come può lavorare ancora la Vigilanza Rai ne parleremo”, ha detto il capogruppo del M5s al Senato, Luca Pirondini, chiedendo ai presidente Fontana e La Russa di “non forzare la mano” e di “astenersi dal procedere a nomine d’ufficio, come hanno paventato anche con lettera ufficiale”.
Sulla stessa linea il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia: “Quello che ci preoccupa di più è il tentativo di forzatura sulle nomine legate alla commissione di Vigilanza Rai perché è vero che sono scaduti i termini, ma è bene che restino scaduti perché, come abbiamo detto nella conferenza dei capigruppo, quelle dimissioni in blocco dell’opposizione sono arrivate perché la maggioranza per due anni ha preso in ostaggio la commissione non consentendole di operare”. Boccia ha ribadito che pur di fronte a nomi eventualmente indicati dal presidente del Senato “non li accetteremmo” chiedendo “di avere una risposta chiara dal ministro dei Rapporti al Parlamento e una dichiarazione di tutti i gruppi di maggioranza che si impegnino a non far più ostruzionismo, come hanno fatto per due anni”. Oltre ad aspettarsi – ha continuato Boccia – che “il ministro Giorgetti la smetta di tenere in ostaggio il Media Freedom Act forse per paura di non continuare a lottizzare la Rai, come ha fatto in compagnia di Palazzo Chigi in questi tre anni. Questo è il quadro, vorrei che fosse chiaro che su questo noi, come opposizioni, siamo unitissimi e non abbiamo intenzione di abbassare la testa di fronte ai diktat della maggioranza”, ha concluso Boccia.
A sostegno delle dichiarazioni di La Russa arriva la presa di posizione del vicepremier Antonio Tajani: “È il presidente del Senato, decide lui cosa deve fare“. L’opposizione parla di forzatura? “Lo fanno sempre, ogni cosa che facciamo per loro è una forzatura tranne quando le facevano loro quando erano in maggioranza”, ha replicato Tajani.