il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2026
Fiumicino, il radar non sarà israeliano: “È militare”
Il sistema antidrone dell’aeroporto di Fiumicino era stato affidato a un’azienda del governo israeliano, la Rafael Advanced Defense Systems. Ma il Consiglio di Stato annulla tutto: il sistema fornito è un radar militare, un’arma da guerra di cui però nessuno ha mai ottenuto un’autorizzazione, né una certificazione. Per questo i giudici hanno imposto ad Adr – società che gestisce lo scalo, di proprietà Mundys, holding infrastrutturale guidata a maggioranza dalla famiglia Benetton – 60 giorni per firmare un contratto con l’azienda che aveva perso l’aggiudicazione e si era perciò rivolta alla giustizia amministrativa: Elettronica Spa, ditta della famiglia Benigni, partner di Leonardo e Thales. Non solo: gli atti della vicenda sono stati trasmessi alla Procura di Roma, per valutare possibili reati, come l’importazione abusiva di armamenti.
La vicenda risale a quattro anni fa. I vertici di Adr vogliono dare in appalto la protezione dei cieli di Fiumicino. La strada scelta è quella di una gara informale con procedura riservata. Invitano varie società del settore e a maggio del 2022 scelgono gli israeliani. A dicembre la decisione viene però contestata dalla società italiana, che lamenta, tra le altre cose, “la mancata esibizione della documentazione sui punteggi attribuiti dalla commissione”. Nel gennaio del 2024, Elettronica Spa impugna l’assegnazione davanti al Tar di Roma, sulla base di due principi di fondo: “Il sistema anti-droni offerto dall’aggiudicataria è privo del requisito di utilizzabilità in ambito civile e dell’autorizzazione a detenere un armamento”. In primo grado il tribunale dà ragione ad Adr e agli israeliani. La sentenza viene appellata e il Consiglio di Stato, nel luglio di quest’anno, ribalta tutto. Decisiva una perizia: il sistema in dotazione a Fiumicino non ha mai ricevuto l’autorizzazione dell’Uama (l’ufficio del ministero degli Esteri competente in tema di importazione ed esportazione di armi); il radar usato, secondo il verificatore consultato dai magistrati, è a tutti gli effetti un dispositivo militare, tanto che a qualificarlo in questa veste è lo stesso governo israeliano. Non è una differenza di poco conto e una parte della sentenza è dedicata alla spiegazione più generale che impone regole più rigide: in sunto, i radar civili sono pensati per gestire un traffico pacifico, mentre quelli militari per difendersi e attaccare durante una guerra. E per fare questo passaggio, occorre che l’importazione di un dispositivo simile sia manifesta.
Rafael Advanced Defense Systems è amministrata dal 2024 da Yoav Tourgeman, ex colonnello con 25 anni di esperienza nella Marina israeliana, culminati nel ruolo di capo della divisione sistemi di combattimento. La società produce l’Irone Dome, il sistema che protegge i cieli di Israele dai missili iraniani, ma anche l’Iron Beam, arma laser pensata per colpire bersagli aerei. Di recente il nome della società israeliana è emerso in una vicenda in Germania: Volkswagen si è liberata di uno stabilimento che produceva auto cabriolet, Osnabrück, vendendolo a un fondo israeliano che ha intenzione di riconvertirlo a fini militari. “La vendita e la riconversione sono in linea con il riarmo europeo di Ursula von der Leyen, Merz e Meloni – ha denunciato recentemente l’europarlamentare del M5S Danilo Della Valle – E tutto questo lasciando a casa 1.100 sui 2.300 lavoratori della Bassa Sassonia attualmente impiegati nello stabilimento. Poi non vi meravigliate se Afd arriva al 45%”.