il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2026
La miopia Rai su “Techetechetè”
Sul perché la Rai quest’estate abbia mandato in soffitta Techetechetè, l’unica invenzione stagionale degna di questo nome, ci sono diverse ipotesi. La spiegazione ufficiale dell’azienda, secondo cui nella ghiotta fascia preserale si è preferita la versione estiva dell’Eredità per contrastare La ruota della fortuna – astuta mossa risoltasi in un flop di ascolti annunciato –, non regge. Noi propendiamo per un’altra spiegazione: il confronto tra la tv del passato e quanto passa in video oggi era diventato insostenibile: impossibile non notare la differenza e spingere le casalinghe di Voghera a prendere i forconi. Non facciamoli ricordare, facciamoli giocare. Dunque, con L’Eredità Summer affidata all’incolpevole Marco Liorni la Rai per l’ennesima volta ha inseguito la tv commerciale per farne la brutta copia.
Nella dittatura del presentismo, Techetechetè ha il torto di mostrare come la tv possa diventare una formidabile macchina del tempo; la resurrezione delle repliche battezzata nel 2012 da Michele Bovi con l’aiuto di Pasquale Panella fu un soffio di poesia nella prosa dei palinsesti (probabilmente paga anche questo, la sua aura poetica). I boomer rivedono gli spezzoni di quando erano bambini come un regno dell’Ade tutto sommato accogliente, con le gemelle Kessler hostess in calzamaglia e Sandra e Raimondo padroni di casa; le giovani generazioni scoprono cos’è stato il talento allo stato puro, senza i baracconi del talent show, vedono i grandi talenti d’antan come gli Etruschi di Giorgio Bassani: “Come se non siano mai vissuti, come se siano sempre stati morti”. Invece questo prezioso modernariato del servizio pubblico, unico elemento dove la concorrenza non può competere, è stato mandato in soffitta, oppure relegato a una ridotta versione in onda nel cuore della notte, tra un Marzullo e l’altro. Costruita per temi, deprecabile moda museale, e montata per frammenti brevissimi per fare il verso a TikTok, Techetechetè di notte ci mostra che ormai perfino il passato deve ispirarsi al presente. No, Techetechetè non è stata chiusa per una bieca questione di ascolti, è solo uno dei tanti atti della feroce guerra ibrida combattuta dall’oggi contro tutti i nostri ieri.