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 2026  settembre 16 Mercoledì calendario

Mbappé e Vinícius: polemiche per la maglia di supporto alla città di Ceuta non indossata

Elche-Real Madrid, Martínez Valero, stadio città di Elche della comunità autonoma valenciana: i giocatori entrano in campo per lo scontro che rientra nella sesta giornata della Liga spagnola.
Prima del fischio di inizio, quasi tutti i 22 giocatori indossano una maglia in sostegno di Ceuta, l’exclave spagnola in territorio marocchino che è stata il teatro di un’abnorme migrazione di massa nella notte tra il 30 e il 31 luglio scorsi. Sulla t-shirt c’è scritto «Todos somos caballas», siamo tutti ceutini.
Kylian Mbappé e Vinícius, giocatori del Real Madrid, fanno ingresso sul prato del Martínez Valero con la maglia arrotolata fino al petto: il messaggio non si legge. Anche Ibrahima Konaté, difensore francese, fa quasi lo stesso. Mancano pochi minuti all’inizio della partita che finirà con la vittoria del Real Madrid per 3 a 2, con un gol dell’attaccante fuoriclasse francese, uno dei protagonisti del gesto. Si va negli spogliatoi, ma il loro gesto diventa un caso.
Il Real Madrid, che aveva accettato di aderire all’iniziativa proposta dall’Elche, difende la libertà dei suoi giocatori spiegando che si tratta di sensibilità personali diverse dalla posizione della società.
A differenza del club madrileno, il Barcellona aveva già scelto di non aderire all’iniziativa. Ez Abde, giocatore marocchino del Betis Siviglia, aveva invece indossato la maglia ed era stato travolto sui social da accuse di tradimento e minacce: alcuni suoi connazionali avevano interpretato il gesto non come solidarietà con gli abitanti di Ceuta, ma come un riconoscimento politico della sovranità spagnola sulla città. La pagina Instagram del giocatore era stata così sommersa da messaggi come «Ceuta e Melilla sono e saranno sempre marocchine» e vere e proprie minacce, così tante che Abde aveva dovuto limitare i commenti. «Si trattava di una maglia con un messaggio sociale, a sostegno di una popolazione e dei suoi abitanti, a prescindere dalla nazionalità, che stavano attraversando una situazione difficile», si era difeso l’attaccante del Betis e della nazionale marocchina dopo le polemiche.
“Caballas” è il soprannome degli abitanti di Ceuta e la campagna, lanciata dall’Associazione Valenciana degli Imprenditori, vuole dire che “Ceuta non è sola”. La città autonoma spagnola sulla costa africana è uno dei punti più sensibili nei rapporti tra Madrid e Rabat, essendo una città sotto sovranità spagnola ma all’interno del territorio marocchino. E proprio il Marocco è tornato a rivendicarne la sovranità con maggiore vigore dopo la crisi migratoria.
Nessuno dei tre giocatori di Real Madrid ha spiegato pubblicamente le ragioni della scelta, e quindi non è chiaro se abbiano nascosto la scritta per supportare la causa marocchina. Al di là di tutto, il caso dimostra quanto ancora Ceuta sia un argomento molto sensibile a quasi due mesi dall’arrivo dei 70 mila migranti nell’exclave spagnola.