lastampa.it, 16 settembre 2026
Germania, negli ospedali riaprono i bunker. Medici istruiti a ferite da combattimento
Gli ospedali tedeschi iniziano a organizzarsi per il caso più estremo, quello di una guerra. È il resoconto di un ampio reportage di Bloomberg intitolato “Germany’s Hospitals Prepare for War and Mass Casualties as Russia Threat Looms” (“Gli ospedali tedeschi si preparano alla guerra e a un’ondata di feriti mentre incombe la minaccia russa”).
Per decenni i tedeschi hanno costruito la loro sicurezza sull’idea che la guerra fosse qualcosa che accadeva altrove. Ora, sui media, quel tabù comincia a incrinarsi. Non si parla più soltanto di riarmo, di missili o di carri armati: si comincia a ragionare su cosa succederebbe il giorno dopo, se davvero una guerra arrivasse in Europa, se ci fosse un attacco con i droni oppure con missili? E la domanda entra negli ospedali. Quanti feriti potrebbe dover curare la Germania? Quanti posti letto, chirurghi, farmaci e sangue servirebbero? Come funzionerebbero le strutture senza elettricità o Internet?
Nello scenario più estremo, la Germania rischierebbe così di essere non solo il fronte di un eventuale conflitto, ma anche la grande retrovia logistica e sanitaria della Nato, attraverso cui transiterebbero truppe e feriti diretti verso gli ospedali tedeschi.
Il reportage di Bloomberg racconta, per esempio, dell’ospedale della città di Ulm, nel sud-ovest della Germania, sembra molto simile a qualsiasi altro. I pazienti siedono nelle sale d’attesa in attesa di essere chiamati, i medici percorrono i corridoi consultando referti o i propri telefoni. Solo i soldati in divisa tra il personale lasciano intuire un legame con l’esercito. Molti metri sotto i reparti affollati dell’ospedale, si trova un bunker risalente all’epoca della Guerra Fredda che è improvvisamente tornato ad avere importanza. La struttura medica sotterranea fu completata nel 1979, nel pieno dello stallo tra Mosca e l’Occidente. Fu progettata per consentire ai medici di continuare a curare i soldati feriti in caso di attacco nucleare ed è in grado di ospitare fino a 2.000 persone per 90 giorni. Per gran parte degli ultimi tre decenni, questa struttura labirintica è rimasta inutilizzata. Ora, l’esercito tedesco sta valutando di rimetterla in funzione.
Non c’è soltanto Bloomberg. Nei mesi scorsi anche i media tedeschi avevano cominciato a raccontare, con sempre maggiore concretezza, la possibilità che gli ospedali dovessero prepararsi a una guerra. Già a marzo la Zeit dedicava un lungo reportage allo scenario di una Germania in guerra, con migliaia di soldati da curare e il rischio di un collasso del sistema sanitario. A giugno 2026, Zeit e Süddeutsche Zeitung sono tornate sul tema, raccontando il coordinamento sempre più stretto tra Bundeswehr e ospedali civili.
Il punto è che i cinque ospedali militari tedeschi non sarebbero sufficienti in caso di conflitto di grandi dimensioni: le strutture civili dovrebbero diventare una vera e propria riserva sanitaria della Bundeswehr. Si discute così di triage, ferite di guerra, farmaci, posti letto, comunicazioni e capacità di operare anche in condizioni degradate. È un tema che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare sulle prime pagine tedesche. Oggi, invece, la domanda è diventata molto concreta: se una guerra arrivasse in Germania, il sistema sanitario sarebbe pronto?
Tra le misure c’è anche la necessità di protezione dagli attacchi con droni, compresa la possibilità di barriere protettive e vetri blindati nelle strutture sanitarie. Gli ospedali stanno inoltre pensando a scorte di medicinali e materiali, alla possibilità di lavorare durante blackout e interruzioni delle infrastrutture e alla gestione simultanea di grandi quantità di feriti.
I chirurghi civili vengono addestrati alle ferite di guerra e alla gestione di un mass casualty event, cioè un afflusso improvviso e straordinario di pazienti.
E c’è una vulnerabilità notevole: secondo le informazioni riprese dal reportage, in Germania sono soltanto poche centinaia i medici con esperienza specifica nel trattamento delle ferite tipiche della guerra.
Più in generale la Germania si trova di fronte alla necessità di organizzare una serie di misure pratiche e molto specifiche: bunker della Guerra fredda da riaprire, chirurghi civili da addestrare, ospedali da proteggere dai droni, scorte da accumulare, treni sanitari da progettare, percorsi per evacuare i feriti e un sistema civile-militare da coordinare. È una preparazione che sta diventando sempre più visibile e concreta e che spaventa tutta l’Europa.