La Stampa, 16 settembre 2026
Caccia ai dissidenti uiguri e spionaggio
La Cina non vuole regolamentare l’Ai per due enormi motivi: uno viene più o meno dichiarato, l’altro è indicibile. Quello dichiarato è che Pechino sostiene di non voler dare un vantaggio competitivo agli americani, che secondo il governo cinese sono più avanti nello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale. Ma c’è un enorme non detto, da parte del regime di Xi Jinping: attori cinesi hanno appena deviato e usato i modelli Ai di Anthropic in tre diverse grosse operazioni, rivolte contro gli Usa e Taiwan, principalmente, ma estremamente pericolose per le difese ucraine e l’Europa.
Il sospetto ora, proprio grazie alla ricerca interna fatta da Anthropic, è diventato una certezza: nel corso di una operazione, di livello militare, che viene denominata “GTG-17002”, l’azienda di Amodei ha identificato un grosso attore con base in Cina che ha utilizzato Claude per costruire una suite di circa 16 software per la guerra elettronica e la soppressione delle difese aeree nemiche. In particolare, contro i sistemi di difesa Patriot (usati tra l’altro dall’Ucraina contro la Russia, e dagli Stati Uniti per difendere le loro basi in Giordania e nel Golfo dai missili iraniani), e Thaad (ossia il Terminal High Altitude Area Defense, un sistema statunitense di difesa antimissile balistica, non un sistema di difesa aerea convenzionale). Non significa che Claude abbia già «pilotato un sistema di guerra elettronica cinese in combattimento». Ma significa che è stato usato con successo per sviluppare un potente pacchetto di software che sono in grado di farlo. Insomma, l’Ai americana è stata già resa un’arma, e non convenzionale, contro l’America e l’Occidente.
Le implicazioni, per la sicurezza nazionale americana ed europea, sono gravi, ancor più considerando i rapporti politici tra Pechino e Mosca, sempre più buoni, sebbene con Putin in posizione vassalle rispetto a Xi. Il software cinese è ora in grado di analizzare radar, modellare il funzionamento del jamming, (l’interferenza elettronica) analizzare nodi di comunicazione, individuare vulnerabilità, classificare e disabilitare gli obiettivi.
Fanno parte di questa operazione anche il tentativo riuscito di un attore cinese che usava Claude per raccogliere intelligence su armi a microonde ad alta potenza e la relativa catena di fornitura militare americana. E quello di elaborare un nuovo sofware anti-siluro. Anthropic dice che l’obiettivo era arrivare a un programma destinato alla Marina militare della Cina.
Ci sono altre due operazioni che vengono compiute da soggetti cinesi, usando quell’Ai che non vogliono minimamente regolare. Una è, secondo una fonte con cui abbiamo parlato, «un’operazione riconducibile al governo della Repubblica popolare che utilizzava Claude per monitorare, profilare e spiare uiguri e formazioni armate uigure in Siria. I soggetti presi di mira erano uiguri di etnia che si erano recentemente uniti all’esercito siriano di nuova costituzione, formazioni che il governo cinese classifica come terroristiche». La Cina ha usato Anthropic per schedario questi individui in Siria, ne ha poi reclutati alcuni, in chiave di repressione (loro direbbero: controspionaggio), offrendo anche compensi in denaro in cambio di informazioni sulle unità uigure in Siria. Delazioni ad alto coefficiente, in cui i delatori spiavano per intelligenze agentiche (ossia artificiali). «Parallelamente, l’attore ha utilizzato Claude per localizzare specifiche attività commerciali e punti di interesse uiguri in Siria. Attività che si è inserita in una più ampia campagna di sorveglianza dei giornalisti della diaspora uigura, e in un’operazione commerciale volta a redigere offerte per piattaforme di sorveglianza destinate a clienti governativi». L’attore operava in lingua cinese, e le priorità di raccolta dell’operazione «coincidevano – sostiene Anthropic – con quelle della sicurezza di Stato della Cina. Valutiamo che l’attore fosse un appaltatore che operava per conto della sicurezza di Stato della Cina».
L’ultima e più tradizionale attività è stata un’operazione di spionaggio prolungata, denominata GTG-10007, condotta dalla città di Changsha, nello Hunan, per orchestrare un programma offensivo coordinato con varie attività: tentativi di intrusione in sistemi di produzione; spionaggio su reti governative straniere (Usa) in Medio Oriente, Europa e Sud-est asiatico; ricerca costante di vulnerabilità e sviluppo di malware.
Sul quotidiano di Pechino Global Times, l’iniziativa di Amodei e Sam Altman (sostenuti anche da Musk) per chiedere a Trump una regolamentazione (che la Casa Banca rifiuta) è stata definita la «nuova Guerra fredda silenziosa». Stavolta contro Pechino come nemico principale, nel tentativo di creare barriere tecnologiche sotto le spoglie della regolamentazione. Uno sviluppatore cinese del team Alibaba Qwen ha spiegato che coloro che già dispongono di chip, capitali e cluster di calcolo possono permettersi una pausa, mentre per i concorrenti in ritardo ciò significa chiudere la strada alle tecnologie all’avanguardia. Intanto però a Pechino usano quelle tecnologie americane per farci una guerra oscura, un’ipocrisia formidabile, che avrebbe fatto compiacere anche il compagno Mao.