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 2026  settembre 16 Mercoledì calendario

Von der Leyen: “Il Canada primo membro associato dell’Ue”

“Il Canada come primo membro associato dell’Unione europea”. Ecco la svolta annunciata oggi dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, davanti al primo ministro di Ottawa, Mark Carney, presente nell’aula del Parlamento europeo a Strasburgo. Nel discorso sullo stato dell’Unione l’obiettivo principale indicato dalla leader europea è “l’indipendenza” dell’Ue. L’alleanza con il Canada sarà dunque un argine contro gli attacchi russi e anche contro le esasperazioni di Donald Trump. Un asse basato su principio semplice: “Ci accomuna la democrazia”. La sicurezza del Vecchio Continente sta dunque diventando il cuore dell’azione europea anche se nel suo intervento misure davvero concrete non sono state indicate.
Von der Leyen cita Charles Dickens per descrivere l’attuale situazione dell’Ue: “Era il tempo migliore, era il tempo peggiore”. “Lo stato della nostra Unione – spiega – è più solido che mai, eppure può apparire anche più precario che mai. Un’epoca complessa, fatta di grandi possibilità e grandi pericoli, che tutti i Paesi cercano di attraversare”.
Una delle prime sfide è la “dipendenza tossica dai combustibili fossili russi”. Perché nel complesso da parte di Mosca è in atto una “strategia del terrore”. L’insieme quindi rappresenta un fattore decisivo della “sicurezza” europea minacciata da “droni, attacchi ibridi o disinformazione”. A suo giudizio, ci sono forze che “vogliono frantumare l’Europa e disprezzano i nostri valori”. Con questa consapevolezza, l’inquilina di Palazzo Berlaymont ritiene che “l’Europa abbia bisogno di un proprio piano operativo per contrastare le minacce ibride. In altre parole, di un meccanismo che affianchi l’Articolo 4 della Nato”, ossia quello sulla consultazione degli alleati in caso di pericolo o aggressione.
Ma questo clima di conflitto permanente, secondo la presidente della Commissione, provoca anche una crisi che morde molte famiglie europee, “in particolare per quanto riguarda il costo della vita o l’accesso all’abitazione”. Una condizione che da ossigeno agli “ultranazionalisti e agli antieuropeisti” e quindi alle “interferenze russe” sempre con lo stesso obiettivo: disprezzare i nostri valori”.
A suo giudizio, bisogna reagire sia sulla sicurezza, sia sull’economia: “Sarà necessario compiere scelte di bilancio chiare per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, tutelando al contempo gli investimenti”.
Un passaggio deve essere la lotta contro la burocrazia con un “patto contro la sovra-regolamentazione”.
Ma una ripresa economica è impossibile se il costo dell’energia resta alto. Dall’inizio del conflitto nel Golfo la spesa è aumentata di 90 miliardi. “Dobbiamo quindi puntare con decisione – è la sua idea – su energie pulite, accessibili e prodotte in casa, siano esse rinnovabili e nucleare, oppure biometano e altre fonti”. E stavolta rilancia gli obiettivi del Green Deal. Anche perché sul cambiamento climatico, “quest’estate è stata la prova della verità” e “l’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale”.
L’altro versante della possibile crescita si chiama Cina perché “il nostro deficit commerciale con Pechino ammonta ormai a un miliardo di euro al giorno. Abbiamo raggiunto un punto critico. C’è chi parla di un imminente “secondo shock cinese”, ma la realtà è che esso è già in atto”. “Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione – insiste – per riequilibrare le relazioni”. Sebbene al momento nessuno strumento è stato attivato tranne il tentativo di dialogo. La dipendenza dalla terre rare, ad esempio, continua ad essere dirompente. Il progetto è quello di istituire una nuova Società europea per le materie prime critiche.
La presidente della Commissione ritiene poi che “il secondo punto di svolta del nostro tempo sia l’intelligenza artificiale” che ha “il potenziale di portare benefici all’umanità, a patto di gestirla nel modo giusto”. Nella consapevolezza anche dei rischi che comporta: bisogna “preservare l’autonomia decisionale dell’uomo”. Per questo su alcuni modelli “bisogna rallentare”
Il tutto, però, resta possibile solo aumentando la difesa e la sicurezza europea: “dobbiamo portare questo approccio a un livello superiore. Solo unendo le forze l’Europa dispone della dimensione necessaria per realizzarli”. In questo contesto, il sostegno all’Ucraina non è messo in discussione.
L’altra emergenza è quella migratoria. La solidarietà alla Spagna è ribadita perché “Ceuta è un confine europeo. L’Europa sarà al vostro fianco”. Nessun riferimento alla sospensione di Schengen da parte dell’Italia ma un invito a insistere sul nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo che “richiede solidarietà da parte di tutti”. Negli ultimi due anni gli arrivi irregolari si sono ridotti del 55% degli arrivi irregolari. Ma gli sviluppi sono sempre molto rapidi e quindi la Commissione proporrà “un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze” per “una flessibilità delle procedure standard limitata nel tempo e rigorosamente definita. Il messaggio dell’Europa è chiaro: rispetteremo sempre i nostri valori e i diritti fondamentali. Ma non scenderemo mai a compromessi sulla protezione dei nostri confini”.
Infine l’uso dei social da parte dei giovani. La proposta di von der Leyen è di vietarlo ai minori di 13 anni: “Ciò significa che, tra i 13 e i 15 anni, saranno ammessi solo “mini-account” creati e supervisionati dai genitori, con funzionalità limitate e restrizioni temporali. Inoltre, per la fascia d’età tra i 15 e i 18 anni, la progettazione sicura diventerà un obbligo per le piattaforme”. “Decidiamo noi le regole – avverte – e non le Big Tech”
“Non dimentichiamo mai la nascita della nostra Unione – è la conclusione del discorso –. Popoli rimasti a lungo in guerra si sono uniti per costruire un destino comune. Un destino di pace, prosperità, democrazia e libertà. Non hanno mai messo nero su bianco dove quel destino ci avrebbe infine condotti. Ma ogni generazione ha costruito sull’eredità di quella precedente. Passo dopo passo. Pietra su pietra. Certo, le nostre imperfezioni, la nostra diversità e le nostre differenze rimangono. Ma è proprio questo che rende l’Europa la nostra Europa. La nostra casa comune”.