la Repubblica, 16 settembre 2026
Emissioni, il Parlamento Ue vota per il rafforzamento della carbon tax
Via libera del Parlamento europeo all’estensione del Cbam (il meccanismo di adeguamento delle emissioni alle frontiere) a nuovi prodotti, oltre le materie prime di base.
Il testo votato dal Parlamento
Il testo varato a Strasburgo va oltre quanto proposto dalla Commissione: infatti, oltre le materie prime di base, viene incluso un ampio elenco di prodotti a valle, che va dai prodotti finiti in acciaio e alluminio agli elementi di fissaggio, fili metallici, molle e articoli per la casa.
Viene inoltre respinta dal Parlamento la misura di salvaguardia proposta dalla Commissione, che avrebbe consentito di escludere determinati beni dal Cbam in caso di shock dei prezzi. Al suo posto, il Parlamento propone di destinare temporaneamente i proventi del Cbam derivanti dai beni interessati ai settori colpiti.
I deputati chiedono però una rendicontazione semplificata per i Paesi meno sviluppati e un quadro per l’assistenza tecnica. Hanno inoltre eliminato la possibilità, proposta dalla Commissione, di utilizzare i crediti di carbonio previsti dall’articolo 6 dell’ Accordo di Parigi per compensare gli obblighi derivanti dal Cbam, chiedendo che la questione venga discussa nell’ambito della prossima revisione dell’Ets.
Che cos’è il Cbam
Il Cbam è lo strumento vigente nell’Unione Europea per allineare il prezzo del carbonio pagato per i prodotti dell’Ue soggetti all’Ets – il meccanismo delle quote di carbonio – con quello dei prodotti importati, in modo da ridurre il rischio di delocalizzazione delle emissioni, allineare i comportamenti in materia di transizione climatica dei Paesi e incoraggiando una maggiore ambizione climatica nei Paesi extra-Ue.
Ets, soluzione di compromesso
Anche in materia di Ets le decisioni odierne del Parlamento si differenziano da quelle della Commissione. Infatti, con 367 voti favorevoli, 240 contrari e 59 astensioni, il Parlamento ha adottato la sua posizione sulla modifica della riserva stabilizzatrice del mercato dell’Ets.
Attualmente, tutte le quote detenute nella riserva oltre la soglia di 400 milioni vengono cancellate. La Commissione aveva proposto di porre fine a questo meccanismo di cancellazione delle quote, consentendo di mantenere le quote nella riserva per sostenere la stabilità del mercato, decisione che andava verso le richieste delle imprese.
I deputati propongono invece di mantenere la cancellazione, innalzandone però la soglia da 400 a 650 milioni di quote a partire dal primo febbraio 2027.
“Il voto di oggi raggiunge il giusto equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale”, afferma il relatore Pierfrancesco Maran (S&D, pd). “L’innalzamento della soglia di cancellazione e la definizione di una data chiara per l’entrata in vigore conferiscono alla riserva stabilizzatrice del mercato la flessibilità necessaria, salvaguardando al contempo il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (ETS)”.
Al via l’Ets 2
In una votazione distinta, il Parlamento ha approvato in via definitiva con 467 voti favorevoli, 158 contrari e 41 astensioni, l’accordo provvisorio con il Consiglio per modificare la riserva stabilizzatrice del mercato degli Ets2, che include le quote per gli edifici, il trasporto stradale e altri settori.