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 2026  settembre 16 Mercoledì calendario

La Costiera Amalfitana in fiamme

«È stata una giornata terribile», scuote il capo la sindaca di Positano, Gabriella Guida. Sulla Costiera Amalfitana è calata la sera ma l’incubo del devastante incendio alimentato per ore dal forte vento è ancora vivo nella popolazione: le fiamme si sono avvicinate alle abitazioni, mentre la vegetazione di uno degli scenari naturalistici più amati nel mondo, affacciata su un panorama mozzafiato, bruciava rapidamente.
Il fronte di fuoco si è propagato da Vico Equense, in Penisola sorrentina, e ha interessato anche un versante di oltre tre chilometri attiguo alla Statale 163 rimasta chiusa al traffico fino alle 20.30 di ieri. E mentre si lotta contro il fuoco, con i pompieri sul terreno, i volontari e il coordinamento della Protezione civile della Regione Campania, i Comuni accusano: quello che è accaduto è opera dell’essere umano.

Afferma Daniele Milano, sindaco di Amalfi: «In undici anni non ho mai visto una cosa del genere. Sono state ore drammatiche, davvero. Durante la notte le fiamme sono arrivate a lambire le case. Io stesso sono andato a bussare alle porte di alcuni appartamenti per avvertire la gente di prepararsi ad uscire in caso di necessità. Per fortuna non si registrano danni agli immobili, né alle persone, ma sicuramente a giardini e terrazzamenti agricoli. Non so chi ci sia dietro questi incendi, ma sicuramente non si tratta di roghi naturali». È indignato il sindaco di Agerola, Tommaso Naclerio: «È stato un incendio spaventoso, difficilmente lo rimuoveremo dalle nostre menti. C’è una parola che oggi dobbiamo pronunciare con forza: vergogna. Chi appicca un incendio è un maledetto criminale. Devasta il patrimonio naturale e attenta alle vite delle persone. Mette a rischio le case. Lacera il paesaggio più bello al mondo». Tende ad escludere che possa essersi trattato di un incidente anche la sindaca di Positano, Gabriella Guida: «Abbiamo tutti il sospetto che siano inneschi dolosi: ci ha messo in difficoltà anche la concomitanza di almeno tre o quattro fronti aperti contemporaneamente. Sono andati in fiamme alberi secolari, quindi temo un dissesto idrogeologico importante di cui avremo contezza solo in futuro».
Per chi è in prima linea, sono state ore di lavoro febbrile. La Protezione civile regionale ha inviato oltre 60 volontari e schierato quattro mezzi. Quindi ha chiesto supporto al Dipartimento nazionale che ha inviato due Canadair dal lato di Vico Equense oltre a due mezzi più piccoli, i Fire Boss. Le operazioni però sono state a lungo ostacolate dalle condizioni meteorologiche. Poi da Roma arrivato un potente elicottero Erickson. A supporto dei vigili del fuoco è intervenuto anche personale della società in house Sma.
L’assessora regionale Fiorella Zabatta, che ha seguito personalmente l’evolversi della situazione, sottolinea: «Abbiamo dato priorità assoluta alla tutela delle persone e delle abitazioni minacciate dalle fiamme. Le forti raffiche di vento rendono particolarmente complesse le operazioni, ma il lavoro prosegue senza interruzioni su entrambi i fronti». Nelle prossime ore, gli inquirenti dovranno rispondere agli interrogativi che un fronte di fuoco così esteso di fuoco inevitabilmente pone, anche alla luce delle dichiarazioni dei sindaci. In serata, tra Penisola sorrentina e Costiera Amalfitana, si combatte ancora per domare definitivamente il rogo. Ma sul Vesuvio si apre un altro fronte: a Trecase ha ripreso vigore un focolaio che sembrava spento.