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 2026  settembre 16 Mercoledì calendario

L’aeroporto di Istanbul è diventato il più connesso del mondo

Le tensioni nel Golfo Persico azzoppano la connettività degli aeroporti dell’area (e non solo), intaccano il primato di Londra Heathrow e spingono  Istanbul in cima alla classifica mondiale dei collegamenti diretti, grazie in particolare al vettore di riferimento, Turkish Airlines, che ha una quota di mercato record dell’80% su uno degli impianti più grandi del pianeta.
È quanto emerge dal report «Megahubs 2026» di Oag, società specializzata in analisi aeronautiche. La classifica è stata creata confrontando il numero di coincidenze programmate da e per i voli internazionali con il numero di destinazioni servite dall’aeroporto, nel giorno di maggiore traffico dell’anno.
Lo scalo turco vanta connessioni verso 337 destinazioni globali, il valore più alto tra i grandi aeroporti mondiali, risultando anche l’ottavo scalo più trafficato al mondo per numero di posti offerti sui voli negli ultimi dodici mesi correnti. Turkish Airlines resta il vettore dominante, con l’80% della capacità operata dall’aeroporto.
Scivola al secondo posto Londra Heathrow, con le connessioni potenziali in calo del 6% sul giorno di punta rispetto allo scorso anno. Un arretramento legato soprattutto ai disagi che continuano a colpire i collegamenti verso il Medio Oriente, con la capacità dello scalo londinese verso la regione in flessione del 25% ad agosto rispetto all’anno precedente.
E infatti il report sottolinea come l’intera classifica 2026 risenta della crisi in corso in Medio Oriente, con la capacità programmata per l’area inferiore del 5,7% rispetto ad agosto 2025, penalizzando in particolare Dubai (che scivola dal 15esimo al 31esimo posto) e Doha (dal 34esimo al 46esimo gradino). Mentre Roma Fiumicino fa un balzo dal 40esimo al 27esimo posto, con Ita Airways che ha il 27% della quota di mercato.


Mantiene la terza posizione Amsterdam,
che ha registrato una crescita sia della capacità sia delle destinazioni servite. Quarto Kuala Lumpur, che si conferma il megahub asiatico più connesso, con le destinazioni servite salite da 151 a 154 e una crescita della capacità del 6,9%, la più alta nel Sud-Est asiatico dopo Hanoi, in crescita dell’11,8%.
Chicago balza al quinto posto globale dal settimo dello scorso anno, diventando il più connesso delle Americhe, grazie all’espansione di United Airlines. La capacità di Chicago è cresciuta di oltre il 10,6% e le connessioni potenziali del 9,8%, rendendolo l’aeroporto nordamericano in più rapida crescita: le destinazioni servite sono salite da 297 a 308.
Tra gli aeroporti asiatici, si segnalano i progressi di Tokyo Haneda, salito dal nono all’ottavo posto, Shanghai (dal 19esimo al 14esimo), Canton dal 36esimo al 19esimo e Hong Kong, rientrato dal 22esimo al 20esimo posto
: un segnale che gli scali cinesi sembrano aver definitivamente superato gli effetti residui della pandemia.