corriere.it, 16 settembre 2026
Ranucci, un’altra lettera di contestazione inviata dalla Rai
Un atto dovuto. Spiegano così fonti ufficiose della Rai, l’ennesima lettera di contestazione inviata dall’azienda a Sigfrido Ranucci. Si tratta di un provvedimento collegato all’indagine effettuata a luglio dal Comitato etico che aveva già rilevato una serie di comportamenti in violazione di norme interne.
Il riferimento è all’accesso in Rai consentito a alcuni personaggi, come Valter Lavitola e Matra Rosaria Boccia, o all’invio allo stesso Lavitola di circolari interne della Rai, corredate da giudizi pesanti sull’azienda, o affermazioni pesanti circa la presenza in Rai di mafia o massoneria.
A questi rilievi se ne sarebbero aggiunti altri più recenti, come i giudizi espressi via social sui conduttori di Report designati dall’azienda, anche questi considerati in violazione delle norme etiche della Rai. Secondo fonti ufficiose, tali comportamenti non possono passare senza essere rilevati per non creare precedenti.
Di fatto la contestazione di alcuni fatti, che il conduttore è chiamato a spiegare entro 5 giorni, possono preludere, qualora i chiarimenti non siano sufficienti, all’avvio di un procedimento sanzionatorio. Che è una strada diversa e distinta da quella che ha portato alla rimozione di Ranucci dalla conduzione di Report, fondata su «ragioni editoriali».
Domani si parlerà anche di questo in un cda che si preannuncia di fuoco da parte dei consiglieri espressione delle opposizioni che hanno intenzione di chiedere spiegazioni su tutta la vicenda Ranucci.
Ma si parlerà anche di Roberto Sergio che lascia la Rai ma che dovrebbe mantenere la direzione generale della tv di San Marino. Scelta che non tutti in consiglio di amministrazione condividono. A partire dal presidente facente funzioni Antonio Marano.
Intanto in Rai si continua a seguire con attenzione la vicenda giudiziaria di Ranucci. Non si esclude che la Rai si presenti come «parte civile» nel processo qualora ne ricorressero i presupposti.