Corriere della Sera, 16 settembre 2026
Intervista a Maddalena Corvaglia
Il suo ex marito doveva proprio amarla se...
«...se mi beccava a canticchiare, Stef diceva: “Maddy, guarda che sei intonata, giuro, hai orecchio”».
E lei?
«Io ridevo: “Sì, ho orecchio per sentire quanto sono stonata”. Non canto nemmeno sotto la doccia».
Però dai, Burns è lo storico chitarrista di Vasco Rossi, lo saprà se è una campana, no?
«Spero che avesse ragione lui».
Maddalena Corvaglia è una concorrente di Tale e quale show (dal 23 settembre alle 21.30 su Raiuno, al mercoledì, non più di venerdì) e lì, non si scappa, dovrà buttarsi. Del resto se Carlo Conti l’ha scelta ci sarà un bel perché. «Non sa che faccia ha fatto Stef quando l’ha saputo! Già quella valeva il prezzo. “I told you! Te lo avevo detto!”».
Bello – e pure raro – che due ex vadano così d’amore e d’accordo.
«Vero. Ora però dovrà sorbirsi le mie prove e darmi qualche buon consiglio».
Da ragazzina voleva essere tale e quale a chi?
«Ad Alessandra Martines in Fantaghirò perché ero innamorata di Kim Rossi Stuart. Però anche a Lara Croft di Tomb Raider. Sempre scelto gli opposti. Se mi chiedevano che cosa vuoi fare da grande, rispondevo: il magistrato o la ballerina».
Idee chiarissime.
«Eh eh, proprio così».
L’ultimo concerto a cui è stata.
«Che domande. Quello di Vasco Rossi. Per me i suoi funzionano meglio di una seduta dallo psicoanalista. Alla seconda canzone già apro i rubinetti e piango fino alla fine».
Quale frase di un pezzo di Vasco si adatta meglio alla Maddalena di oggi?
«Resto su Sally. Una ce l’ho tatuata sulla pelle: “La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”. Ma adesso scelgo quella quasi alla fine: “Per vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse l’ultimo”».
Questa l’ha proprio servita per chiederle quello di cui tutti parlano.
«Ecco».
Qualche giorno fa ha pubblicato su Instagram una serie di foto romantiche – bacio compreso – con Matteo Gracis, 43 anni, giornalista e scrittore, molto seguito sui social. Siete ufficialmente una nuova coppia.
«Sì».
Seguiva post rivelatore: «Pezzi di noi: conoscersi è stato un caso, riconoscersi è stato un dono».
«Siamo molto felici e innamorati, stiamo bene insieme».
Tutto qui?
«Abbiamo raccontato poco apposta, nella maniera più pulita, ma riservatissima. Più ci tieni a qualcosa e più vuoi proteggerla. Come diceva mia nonna: mai decantare in giro le doti del tuo uomo che poi le altre gli mettono gli occhi addosso. Scherzo eh. Però insomma, ma la voglio godere».
Lo conosceva già?
«Avevo visto i suoi video, lo stimo molto come libero pensatore».
E dal vivo che effetto le ha fatto?
«Le dico questo e poi basta. La prima volta che l’ho guardato negli occhi e l’ho visto sorridere me ne sono innamorata. Sul momento non me ne sono resa conto. L’ho capito dopo, perché continuavo a fare cose senza senso. Tipo: avevo in mano un sacchetto della spazzatura e non ho mai scoperto se l’ho buttato o sovrappensiero l’ho messo chissà dove, in un armadio. Non me lo ricordo, fluttuavo».
Com’è cambiata nelle cose di cuore rispetto a 20 anni fa?
«Parecchio. Ero più sulla difensiva, ora sono per il vivi e lascia vivere. La mia fortuna è che sto bene da sola. Non devo per forza avere qualcuno accanto per sentirmi completa, lo sono comunque. Non cercavo nulla, è arrivato così».
Già che stiamo sui sentimenti. La felicità la rende più buona e ben disposta verso il prossimo? Per farla breve: è pronta a fare pace con Elisabetta Canalis?
«Eli è stata una persona importantissima, insieme abbiamo passato anni bellissimi, la gente ci ricorda ancora con affetto. Però i rapporti finiscono. La stimo e le voglio bene».
Ma non la perdona?
(Ride).
Eravate inseparabili. Non le manca?
«Ogni persona arriva al momento giusto. Non vivo nel passato. Ho amiche meravigliose: una certezza».
Elisabetta sarà a «Tú sí que vales» su Canale 5. Non vuole farle gli auguri?
«Ma certo! Un in bocca al lupo grandissimo».
Dopo 38 anni ha chiuso la «vostra» Striscia la notizia.
«Mi spiace tantissimo, per me è un piccolo lutto. È stata la mia famiglia. Ero una ragazzina, sono passata dal banco di scuola a quel bancone. Era un punto fermo. Mi sento come quando buttano giù il palazzo dove hai abitato da piccola: non c’è più, non puoi nemmeno passarci davanti».
Un ricordo di quei giorni di fine Novanta-primi Duemila.
«Io e Eli eravamo un albero di brutte figure. Testate, calza impigliata nella zip degli stivali, scivoloni. Eravamo buffe, due bambine. Non sapevamo ballare granché, due tronchetti».
Gli stacchetti erano cult.
«La coreografa era molto brava».
Enzo Iacchetti – un altro suo ex proprio in quegli anni – negli ultimi tempi si è buttato nella polemica politica. Come lo vede versione barricadero?
«Non l’ho tanto seguito, ma lo conosco bene, se penso a un Enzino infervorato sorrido. È una bella persona, con spessore emotivo. Un buono. Dopo due secondi l’arrabbiatura gli è già passata. Ma ci sta, tutti cambiamo».
Lei come?
«A 20 ero tutta azione e reazione, volevo sempre avere ragione. Ora so aspettare e vivo meglio. Il tempo aiuta».
Sui suoi social ha scritto: «Se potessi dare un consiglio alla Maddy di 18 anni le direi: non aver paura di essere criticata o di deludere le aspettative degli altri. O del fallimento. Credi in te stessa».
«Allora ero convinta di essere libera, di fare quello che volevo io, in realtà le mie scelte spesso erano condizionate dall’approvazione degli altri».
Le critiche come le prende?
«Le accetto. Gli insulti prima mi infastidivano, adesso vedo piuttosto il limite di chi scrive, mi dispiace per loro. Vorrei dirgli sul serio: non devi avere una vita felice, cosa posso fare per aiutarti?».
Volare è una delle sue passioni. Ma ha chiuso con i lanci dal paracadute. Come mai?
«Eh. Mi piaceva tanto. Non per l’adrenalina o il gusto del rischio, chi pratica il paracadutismo lo sa. Se è fatto bene non è pericoloso».
E allora perché ci rinuncia?
«Questa cosa qui non l’ho mai raccontata prima. Ho avuto un incidente durante un lancio. Non sapevo di avere una lassità tendinea e mentre ero in aria mi è uscita una spalla. Per fortuna mi ha aiutato l’istruttore di volo e credo anche un angelo custode».
Eh sì.
«Sono riuscita ad atterrare. Però per fare la manovra ho rotto cuffia, membrana e cartilagine. Mamma non lo ha mai saputo. Le ho detto che ero caduta dallo sgabello mentre facevo il cambio di stagione. Spero che non mi legga qui».
Sicché è rimasta a terra.
«Sto bene, posso fare tutto, ma non ho più l’extrarotazione della spalla e quindi addio paracadutismo. Però guardo sempre in alto, il cielo. Per me rappresenta la libertà».
Le resta la motocicletta.
«Quella sì. A Milano ho una Ducati Monster 1200, a Palma di Maiorca una 696. È una filosofia di vita. Con l’auto vai semplicemente da un punto A a un punto B. La moto invece è fatta per goderti il tragitto. Così dovremmo vivere, assaporando ogni secondo, godendoci il presente».
Nel tempo, in cosa è migliorata?
«Sono più paziente, riflessiva, meno spigolosa».
E in cosa è peggiorata?
«La memoria non è più quella di prima, va allenata come il corpo. E sono più disorganizzata, dai vestiti ai documenti. Lontanissima dalla perfezione».
I perfetti sono noiosi.
«Vero, che brutta cosa».
Un rimpianto.
«Rifarei tutto quello che ho fatto, compresi gli errori. Ho vissuto tante vite in una. In Puglia, a Milano, quattro anni in America, poi a Palma. Ogni tanto mi guardo e penso: “Maddy, ma quanti anni hai? 46 o 146? Però sono contenta di me. Di Maddalena compro tutto il pacchetto».