ilfattoquotidiano.it, 15 settembre 2026
Elio presenta i nuovi concerti a tema tristezza
“La vera triade della tristezza è quella composta da Luigi Tenco, Fabrizio De André e Charles Aznavour”, questo è il pensiero di Elio che torna sul palco con il suo nuovo spettacolo “La rivalutazione della tristezza”, accompagnato da Alberto Tafuri al pianoforte e alla direzione musicale, Sophia Tomelleri al sax tenore e flauto, Giulio Molteni al basso e Martino Malacrida alla batteria.
Un intero concerto dedicato alla tristezza, sentimento che ha attraversato secoli di arte, letteratura e musica, da Catullo a Virginia Woolf, da Munch a Paperino, e che nella società contemporanea viene troppo spesso relegato a condizione invalidante da cui rifuggire, anziché essere riconosciuto come parte autentica e preziosa dell’esperienza umana.
“Mi è sembrato che il pubblico cercasse solo l’allegria, soprattutto dopo il Covid – ha spiegato il musicista e artista -. Dove si può ridere arriva tantissima gente. Allora ho pensato: perché non fare qualcosa di molto triste? È anche una questione di quote di mercato (ride, ndr) La tristezza dà vita a canzoni bellissime, che non avevo mai avuto la possibilità di cantare, perché ho sempre fatto ridere. Era giunta l’ora di restituire dignità a questo sentimento, che spesso viene maltrattato”.
“Io mi annoio molto presto. – ha aggiunto – È dalla noia che nasce tutto quello che ho fatto nella mia vita. La tristezza è diversa: è un sentimento molto forte, coinvolge tutti. Quando arriva quella vera, alcuni si abbandonano, alcuni piangono”.
“Oggi sembra che bisogna essere sempre allegri. – ha aggiunto – Quando eravamo piccoli la tristezza era esibita continuamente, senza scopo. Oggi invece sembra quasi una cosa di cui vergognarsi, oppure diventa televisiva, finta, per fare audience. Qui invece c’è un altro obiettivo: battere il record. È una tristezza bella, raffinata, di qualità”.
E ancora: “È un esperimento scientifico. Ogni sera cercheremo di battere il record mondiale di tristezza, servendoci di canzoni sempre più tristi. Partiamo da uno stato neutro, poi un pò triste, poi sempre più triste, fino a una tristezza mille. Quando lo raggiungiamo, dobbiamo tornare velocemente allo zero iniziale con gli antidoti: Carosone e Rossini, scientificamente i più efficaci. Il pubblico esce arricchito spiritualmente e riportato allo stato neutro. Non c’è nessun rischio: possono assistere tutti”.
Ad aiutare Elio nell’esperimento, un “tristometro” che misura la quantità di tristezza generata in sala: “Esiste un modo per misurarla, ma non lo anticipo. È tutto scientifico, anche la scelta dei brani che chiude con una bomba di tristezza che non posso rivelare”.
“Lo spettacolo nasce dalla mia voglia di cantare certe cose – ha raccontato l’artista -. Come sempre. Io cerco di convincere il pubblico che quello che canto è molto bello. E qui canto canzoni tristissime che non avevo mai avuto la possibilità di portare sul palco”.