lastampa.it, 15 settembre 2026
Prorogato di altri 15 giorni il blocco di Schengen tra Italia e Spagna
Italia prolunga di altri quindici giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. La decisione è stata presa dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo la riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere e comunicata alla Commissione europea e agli altri Paesi dell’Unione. Secondo il Viminale restano «elevati profili di rischio per la sicurezza interna», compreso il possibile pericolo di infiltrazioni terroristiche. È la seconda proroga della misura introdotta il primo agosto, all’indomani della crisi migratoria esplosa a Ceuta. La Spagna, a sua volta, ha notificato all’Unione Europea la decisione di prorogare di altri quindici giorni i controlli alle frontiere, negli aeroporti e nei porti marittimi, per i collegamenti diretti tra il Regno di Spagna e la Repubblica Italiana. Lo si apprende dal ministero dell’Interno spagnolo. La mossa arriva dopo la proroga dello stop all’accordo Schengen con la Spagna decisa dal governo di Giorgia Meloni
L’emergenza risale al 30 luglio, quando decine di migliaia di persone attraversarono in poche ore il confine tra il Marocco e l’enclave spagnola. Le stime iniziali hanno indicato oltre 70 mila ingressi, una pressione senza precedenti per una città di circa 84 mila abitanti. Reuters ha documentato almeno 82 morti sul versante spagnolo e altri 14 confermati dal Marocco; stime successive delle organizzazioni non governative hanno indicato un bilancio ancora più grave. Migliaia di migranti sono rimasti a Ceuta anche nelle settimane successive.
Roma dal 1° agosto ha ripristinato i controlli
Roma aveva reagito dal primo agosto ripristinando i controlli sui passeggeri provenienti dalla Spagna, temendo soprattutto movimenti secondari all’interno dello spazio Schengen. Madrid aveva contestato la scelta italiana e, dall’8 agosto, aveva risposto introducendo controlli analoghi per chi arrivava dall’Italia. Il 31 agosto il governo Meloni aveva già disposto una prima proroga di quindici giorni, motivandola con il permanere delle condizioni di rischio, pur riconoscendo le iniziative avviate dalla Spagna e dall’Unione europea per normalizzare la situazione.
Madrid: inutile e vergognoso
«È assurdo, inutile e una vergogna, significa minare lo spirito e la filosofia di ciò che significa definirsi un partner europeo. Non c’è nessun rischio per l’integrità dello spazio Schengen da parte di Ceuta e Melilla. Il governo italiano lo sa ma» tanto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani quanto la premier Giorgia Meloni stanno agendo come «un leader politico di partito piuttosto che come leader europei all’altezza delle circostanze». Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares commentando al Senato con i giornalisti la decisione dell’Italia di prorogare i controlli ai viaggiatori provenienti dalla Spagna.
Albares ha quindi esortato il Partito popolare e Vox, in quanto rispettivamente alleati di Tajani e di Meloni, a «trasmettere loro che questa misura è una vergogna, è assurda e ridicola». «L’Italia ha in questo momento il doppio di entrate irregolari rispetto alla Spagna», ha proseguito il capo della diplomazia spagnola, sottolineando che «nel 2023 quando l’Italia era sommersa a Lampedusa per i migranti irregolari» e il governo «non era in grado di gestire» la situazione, Madrid «non solo ha offerto la sua solidarietà ma ha anche accolto i migranti irregolari portandoli in Spagna». «Io capisco che il governo italiano agisce per politica interna ma è vergognoso ed è un attacco diretto alla dignità degli spagnoli e all’unità e solidarietà degli europei e l’Europa senza solidarietà non può esistere», ha concluso Albares.
La Commissione Ue registra le misure
La Commissione europea registra formalmente le misure come reintroduzioni temporanee dei controlli alle frontiere interne previste dalle regole di Schengen: quelle italiane riguardano i collegamenti aerei e marittimi con la Spagna. Anche Madrid ha adottato una misura speculare nei confronti dell’Italia, motivandola con le conseguenze della crisi e con il rischio di movimenti secondari.
I documenti dell’intelligence spagnola
Sul caso Ceuta, intanto, resta aperto anche il fronte delle responsabilità. Documenti dell’intelligence spagnola visionati da Reuters mostrano che il Cni aveva segnalato già il 29 luglio il rischio di un attraversamento di massa, sulla base dei messaggi circolati sui social. Il governo di Pedro Sánchez ha escluso finora di avere prove di una regia marocchina, mentre resta acceso in Spagna il confronto politico sulla gestione dell’emergenza.
Lo scontro politico in Italia
La nuova proroga italiana riaccende così anche lo scontro politico. «Davanti a una crisi come quella di Ceuta sarebbe dovuta scattare immediatamente la solidarietà europea», attacca l’eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo intervenendo in plenaria. Secondo Ruotolo, la scelta italiana e la successiva risposta spagnola hanno finito per «alzare muri dentro l’Europa», in contrasto con lo spirito di Schengen.
L’esponente dem chiama direttamente in causa Giorgia Meloni: «Invochiamo la solidarietà europea quando l’emergenza riguarda Lampedusa e la neghiamo quando riguarda Ceuta?». La solidarietà, sostiene, «non può essere a geometria variabile». E chiude schierandosi con Madrid e con il governo Sánchez: «Davanti a questa crisi, hoy somos todos españoles».