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 2026  settembre 15 Martedì calendario

Un consigliere di Vannacci in Russia per seguire le elezioni

Chi meglio di un filorusso può certificare la legittimità delle elezioni in Russia? Gli uomini di Vladimir Putin, stufi di essere accusati di brogli e censura da organizzazioni indipendenti, hanno pensato che la soluzione potesse essere quella di costituire una “associazione internazionale” (ma sostenuta direttamente dal Cremlino) infarcita di stranieri, soprattutto europei e che abbiano già mostrato particolare fascino per il regime, e di dare a questa associazione domestica il compito di valutare il livello di trasparenza nelle urne. E tra gli italiani selezionati con cura dall’associazione russa c’è anche un esponente del partito di Roberto Vannacci: il consigliere comunale triestino Ugo Rossi.
La prima occasione per dimostrare l’efficacia di questa “Associazione internazionale di esperti politici ed elettorali” arriverà con il voto per il rinnovo dei parlamentari della Duma, la camera bassa russa, che si terrà dal 18 al 20 settembre. Rossi è già lì dal 10 settembre per partecipare al Festival dei Giovani, a Ekaterinburg, ed è proprio lì che – annuncia – sta «facendo un corso di aggiornamento come esperto elettorale». Il suo curriculum, per i russi, era comunque già valido. Devono aver annotato che per Rossi «Putin è un grande leader, forse il migliore al mondo». Forse. Bontà sua, l’esponente vannacciano conserva ancora un piccolo dubbio. Non ne ha, invece, sul fatto che Putin voglia organizzare «delle elezioni democratiche in Russia». Mentre, aggiunge, «qui in Italia le elezioni le truccano». Chiedere poi al Consiglio comunale di Trieste di commemorare le «vittime russe degli attentati ucraini» ed esporre la bandiera russa quando la sua proposta è stata bocciata deve avergli fatto guadagnare altri punti al momento della selezione degli “esperti elettorali”.
Ingegnere, classe 1991, Rossi aderisce a Futuro nazionale lo scorso marzo, con la speranza che Vannacci possa «fare per l’Italia quello che Putin ha fatto per la Russia: risollevarla dalle ceneri». Il suo esordio in politica, però, è con il Movimento 5 stelle, poi abbandonato per passare – ai tempi del Covid – al movimento No Vax “3V”, con cui viene eletto in consiglio comunale a Trieste. Già arrestato e condannato a 5 mesi per aver aggredito due carabinieri che lo avevano trovato in un ufficio postale intento a difendere una no vax che non voleva indossare la mascherina. Poi nuovamente portato via dalla polizia locale quando entra in un edificio comunale senza green pass, provando a barricarsi dentro.
Ma al di là delle scenate del consigliere comunale di Vannacci, ciò che è interessante è la rete che si sta muovendo in Russia, all’interno della quale viene selezionato Rossi. Una rete che mostra il grande interesse della propaganda russa per il nostro Paese. A pescare il nome di Rossi, con il sostegno dell’ambasciata russa in Italia ( dove lo stesso vannacciano si trovava giovedì scorso prima di partire), è infatti un altro italiano, Vito Grittani. È lui che Mosca ha scelto come presidente della “associazione di esperti elettorali”. Grittani era già conosciuto come ambasciatore della sedicente repubblica di Abkhazia, un territorio della Georgia la cui indipendenza è riconosciuta da uno sparuto gruppo di regimi. Ed è sempre Grittani, nel 2022, a portare in Ucraina, nelle regioni occupate dall’esercito russo, una delegazione di 13 italiani per fargli certificare la correttezza dei referendum farsa con cui venivano annessi illegalmente quei territori. L’associazione che presiede, nata lo scorso aprile, ha l’appoggio del ministero degli Esteri russo, dell’Amministrazione presidenziale e della Commissione elettorale centrale. Insomma, chi è chiamato a vigilare e chi dovrebbe essere vigilato vanno avanti a braccetto.
A destra, però, non ci sono solo i vannacciani a coltivare relazioni con Mosca. Proprio ieri Matteo Salvini ha incontrato a Milano una delegazione di imprenditori italiani che lavorano in Russia. Occasione utile, per Salvini, per mostrare vicinanza a chi teme il blocco dei visti turistici in Europa e per assicurare il suo impegno a tutela dei lavoratori italiani in Russia. Un incontro al quale i leghisti stavano lavorando da tempo. Segno che la competizione tra Vannacci e Salvini si giocherà anche sul terreno del “miglior interlocutore” di Mosca.