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 2026  settembre 15 Martedì calendario

I Servizi russi sfruttano Anthropic per hackerare i droni ucraini

L’Ai entro un decennio potrebbe essere in grado di uccidere esseri umani: ma i servizi russi non hanno così tanto tempo. E non perdono tempo: hanno usato agenti Ai di Claude (la piattaforma di Ai di Anthropic) per hackerare e fare reverse engineering (in sostanza derubare di programmi informatici) le due principali fabbriche ucraine di droni, e «20 obiettivi di intelligence militare presso governi ucraini ed europei». Una fonte interna all’azienda ce ne ha detto uno, oltre all’Ucraina: la Francia. L’attacco dei servizi esteri russi (Svr) – gli eredi del famigerato «primo direttorato del Kgb» – è stato scoperto da Anthropic stessa, e ci è stato illuminato in qualche angolo da una fonte interna all’azienda. Con qualche aggiunta.
Immaginate, fino a poco tempo fa, una piccola squadra di hacker dei servizi russi che normalmente avrebbe bisogno di diversi specialisti: uno per la ricognizione, uno per preparare il phishing, uno sviluppatore di malware, uno per studiare e attaccare l’infrastruttura, uno per analizzare i dati rubati e così via. Ecco: usando Claude i russi hanno potuto eseguire una grande parte del lavoro, osservare il risultato, modificarlo sempre in tempo reale e riprovare, magari con due hacker umani in tutto. Acquisendo un vantaggio enorme su tutti i sistemi difensivi: come se a un attaccante di calcio venisse costantemente raddrizzato e reindirizzato il tiro, per renderlo impossibile da murare per i difensori e imparabile per il portiere avversario. E così è avvenuto. Benvenuti nella distopia della nuova guerra.
Il gruppo russo ha agito nella primavera e estate. È stato chiamato da Anthropic “GTG-20006”, ma l’azienda di Amodei non è affatto reticente nell’attribuzione: «La nostra attribuzione è coerente con i rapporti pubblici che collegano questo attore a Midnight Blizzard. Uno degli operatori è di lingua russa e utilizza lo pseudonimo “JackPoterz”; le sue tecniche operative e la scelta degli obiettivi sono coerenti con attività di spionaggio riconducibili allo Stato russo».
Midnight Blizzard è uno dei nomi usati ormai da tutta la comunità informatica e di intelligence per indicare il celeberrimo gruppo di hacker russi noto con diverse etichette, APT29, Cozy Bear, nobelium. I governi statunitense e britannico lo identificano senza ormai dubbi con l’Svr. Il suo profilo storico è quello dello spionaggio, soprattutto contro governi, altri servizi, diplomazia, difesa, Ong e industria tech. E questo ha fatto anche stavolta. La novità è che ha sfondato l’avversario, Ucraina e alcuni paesi dell’Ue, usando l’Ai. I russi che usano l’Ai per attaccarci. Cinque anni fa sarebbe sembrata (cattiva) fantascienza. La realtà l’ha superata.
"Midnight Blizzard” questa volta ha condotto operazioni contro obiettivi di intelligence militare presso governi ucraini ed europei, contro organizzazioni diplomatiche e della difesa e individui legati alla politica estera statunitense. Hanno usato flussi di lavoro personalizzati basati sull’Ai che automatizzavano gran parte delle attività: dallo sviluppo all’acquisizione dell’infrastruttura, dal phishing al mantenimento della persistenza (tramite comando e controllo) fino all’esfiltrazione dei dati. «Gli agenti erano progettati per continuare a perfezionare il toolkit di GTG-20006 finché questo non risultasse non rilevabile». La difesa neanche vedeva più l’attacco. Ci sono «oltre 20 organizzazioni distinte prese di mira nelle fasi di pianificazione operativa, ricognizione e attuazione delle operazioni da parte dell’attore. Tra queste figuravano ministeri governativi, enti preposti alla difesa e all’intelligence, ambasciate e missioni diplomatiche, think tank e aziende del settore della difesa; sebbene concentrate in Ucraina e in Europa, le attività si estendevano anche al Medio Oriente e ad agenzie governative asiatiche. L’obiettivo principale degli attacchi era dai fornitori di tecnologie per droni militari e dalle relative catene di approvvigionamento». Poi sono stati hackerati con successo singoli «membri del governo ucraino, personale militare e diplomatico. L’attore ha scansionato servizi di posta elettronica e sistemi di accesso remoto». I loro whatsapp integrali. Diplomazia e intelligence ucraine sono state penetrate e sfondate.
Ma anche l’industria militare. Il che è quasi peggio, con «il furto della tecnologia della filiera di produzione dei droni». Il «sistema di visione di droni». La base hardware. Le dipendenze dai fornitori. I dettagli di un prodotto non ancora annunciato (i missili ucraini?). E tutto questo nei giorni in cui, guarda caso, la Russia migliorava in maniera esponenziale proprio nella tecnologia dei droni Fpv, e anche nei terribili droni con motore jet, non a semplice elica. L’Ai ci sterminerà tutti, i russi intanto sterminano civili ucraini.