repubblica.it, 15 settembre 2026
Il direttore di Novella 2000 aggredito da sconosciuti a Milano
L’approccio con la scusa di chiedere una sigaretta. Poi la frase che, con il senno di poi, suona come una provocazione: “Ma ti sei spaventato?”. Quindi le botte, tante, i pugni sferrati con violenza al viso. Né per rapina, né per nessun’altra ragione. Solo per “fame di sangue”, come racconta adesso la vittima di quel pestaggio: Luca Burini, trentanove anni, giornalista, direttore di Novella 2000.
L’aggressione, denunciata dalla vittima ai carabinieri della compagnia Duomo, è avvenuta all’alba dello scorso 6 settembre all’angolo tra viale Monte Nero e viale Lazio, in centro a Milano. Burini, secondo quanto ha riferito lui stesso agli investigatori, sarebbe stato avvicinato da tre giovani: “Due sembravano di origini nordafricane, uno era biondo con gli occhi azzurri”, l’identikit fornito a chi indaga per dare un nome ai tre.
Dopo la richiesta di una sigaretta, il gruppo avrebbe provocato il giornalista e si sarebbe accanito su di lui, iniziando a colpirlo con violenza. Alla fine la fuga a mani vuote, senza rubare nulla al 39enne, diventato direttore di Novella 2000 a giugno. “Sento ancora il sapore del sangue in bocca e il rumore della camicia che si strappa mentre mi liberavo”, ha confessato lui stesso sui social del settimanale, ripercorrendo l’incubo vissuto.
"Tre ragazzi poco più che ventenni lo hanno circondato e spinto contro il muro, sferrandogli una ventina di pugni in faccia. Volevano derubarlo, ma hanno perso troppo tempo ad accanirsi con le botte”, la ricostruzione del giornale. “C’era solo fame di sangue”, invece l’amara constatazione di Burini. Che ha voluto denunciare anche chi si è girato dall’altra parte, “dalla corsa disperata verso un tram che tira dritto senza aprire le porte all’indifferenza delle auto di passaggio”.
"Mi dicono che il trauma prima o poi si farà sentire”, l’ultima riflessione affidata dal giornalista ai profili social della sua rivista. Ma “per ora vivo e basta. Non ho intenzione di farmi condizionare la quotidianità da tre delinquenti”.