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 2026  settembre 15 Martedì calendario

Corona provoca: “Fondo un mio partito”. Ma non può candidarsi

Fabrizio Corona, che ha abituato tutti a provocazioni di ogni tipo, e i cui problemi con la legge sono ormai una saga a sé, annuncia di volersi davvero buttare in politica: «Vediamo i sondaggi tra uno o due giorni a quanto mi danno, perché se mi danno oltre il tre sono cazzi amari per tutti».
Il movimento lanciato sul suo canale Instagram si chiama “Per la Verità”, c’è anche il simbolo, Corona lo definisce «liberale e antisistema» e per spiegare quale sia la sua ambizione ricorre direttamente al padre nobile del centrodestra italiano: «Io sono il nuovo Berlusconi». Anzi, nella versione coroniana, aggiornato: «Più bello, più giovane, più pulito, più trasgressivo». “Per la verità” vuole essere «la vostra voce contro il sistema», attraverso il canale “King tv”. Lì c’è Corona che copia il famoso annuncio del Cavaliere che “scendeva in campo” nel 1994, attaccando alla fine Pier Silvio e Marina Berlusconi.
Le sparate del personaggio sono il suo marchio di fabbrica, così anche l’altissima considerazione di sé. Per la legge italiana, visto il curriculum di condanne (estorsioni, corruzione, bancarotta, frode) l’ex paparazzo non sarebbe neanche eleggibile.
Di certo un eventuale consenso raccolto dal “partito Corona” rischierebbe di essere sottratto soprattutto al centrodestra e all’area antisistema che gli gravita attorno. Lui stesso, intervistato appena un anno fa, alla domanda su chi avrebbe votato non aveva molti dubbi: «Se fossi costretto voterei Meloni».
Ora proprio Meloni finisce nel mirino. Corona contesta uno degli slogan identitari della premier, “Dio, patria e famiglia”, sostenendo che il governo abbia «tradito tutto». E alza ulteriormente i toni: «Il sistema fa schifo, lo faremo tremare. Sono un cittadino del mondo e voglio che i miei figli crescano non governati da questa gente». Tutto rumore di fondo che contribuisce a sgretolare il consenso dell’attuale maggioranza, sfidandola sullo stesso terreno che in questi anni ha reso prima la Lega e poi FdI i principali partiti italiani.
Il programma ipotetico è in linea con i tempi: mescola espulsione degli immigrati irregolari, meno tasse e attacco ai partiti tradizionali con legalizzazione delle droghe, regolamentazione della prostituzione, limiti all’intelligenza artificiale per tutelare il lavoro, critica all’invio di armi all’Ucraina.
Con un paradosso finale, come detto. Corona può fondare e guidare il movimento, ma non può candidarsi: su di lui pesa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, pena accessoria della condanna definitiva del 2013 per l’estorsione ai danni dell’ex calciatore David Trezeguet.