la Repubblica, 15 settembre 2026
Salvini all’attacco dei bonus. In manovra controlli e revoche
Controlli, tagli e riassegnazioni. È il Grande Fratello dei bonus. Il piano di Matteo Salvini contro i «collezionisti» dei contributi pubblici inizia a prendere forma. Nella bozza del progetto, che Repubblica ha potuto visionare, non c’è l’annunciato superamento dell’Isee, l’indicatore che valuta la situazione economica delle famiglie che chiedono prestazioni sociali agevolate. Ma l’obiettivo resta lo stesso: l’allargamento della platea degli aiuti concessi da Stato, Regioni, province e Comuni, Inps e altri enti pubblici. Come? Riducendo i sostegni erogati agli attuali beneficiari.
Ecco perché la proposta si sofferma sulla necessità di «eliminare duplicazioni riferite alla medesima finalità o spesa». Un esempio: chi riceve due o più contributi relativi allo stesso ambito, come la casa, dovrà rinunciare, in tutto o in parte, a uno o più di questi aiuti. Da qui la «redistribuzione» in salsa leghista, da attuare tramite una delega del governo: meno bonus agli stranieri, di più ai cittadini italiani. Non solo ai redditi bassi, ma anche al ceto medio. «Una riforma dell’assegnazione dei bonus è necessaria perché la stragrande maggioranza va a finire spessissimo ai soliti, che sono extracomunitari, escludendo tante famiglie bisognose che non hanno mai ricevuto un aiuto», dice Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega al coordinamento della politica economica e fedelissimo di Salvini.
La revoca del contributo“doppione” fa parte di un ventaglio di opzioni che comprende anche «la sospensione, la riduzione o il recupero». Sono escluse dai tagli le prestazioni sanitarie, «quelle connesse alla disabilità e alla non autosufficienza, le misure necessarie alla tutela dei minori, all’istruzione obbligatoria e al contrasto della povertà estrema».
La stretta si concentrerà anche sui bonus percepiti indebitamente. I controlli «periodici e selettivi» riguarderanno pure le autocertificazioni compilate per beneficiare dei sostegni. Sarà l’amministrazione che eroga il beneficio a informare il destinatario del provvedimento a suo carico che – si legge nel documento – riguarderà «le somme non dovute».
Per arrivare alla «razionalizzazione» si prevede l’istituzione presso il ministero dell’Economia di un registro nazionale delle misure di sostegno. Servirà a censire i bonus in vigore. Sempre al Mef sarà creata una piattaforma per analizzare spesa, cumuli e impatto delle misure.
Salvini punta a far confluire la stretta sui contributi pubblici nella manovra. Il cantiere è aperto. Come quello del prossimo decreto carburanti. È atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri di domani, prima che lo sconto sul diesel di 17,1 centesimi al litro scada giovedì. Allo studio c’è un ventaglio di interventi selettivi, incluso un buono benzina una tantum per i lavoratori. Ma nell’esecutivo c’è chi non esclude una nuova proroga del taglio delle accise. A ridosso della riunione toccherà a un vertice di maggioranza sciogliere i nodi sul tavolo.