Corriere della Sera, 15 settembre 2026
12 Paesi Ue: più risorse per l’Artico. L’Italia non firma
Non ci sono solo le pretese degli Stati Uniti sulla Groenlandia. Il cambiamento climatico, con l’apertura di nuove rotte marittime, sta trasformando l’Artico in uno dei teatri di competizione delle grandi potenze: Usa, Russia e Cina. Dopo la missione a Nuuk una settimana fa della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per rafforzare la cooperazione tra Ue e Groenlandia, ieri la regione è stata al centro dello European Arctic Summit organizzato a Rovaniemi su iniziativa del primo ministro finlandese Petteri Orpo, che ha sottolineato come «la Russia rappresenti per l’Artico la minaccia più significativa e a lungo termine».
Una preoccupazione che è emersa nella dichiarazione congiunta firmata da 12 Paesi Ue nella quale hanno chiesto all’Ue di «assumere un ruolo più strategico e proattivo nell’Artico europeo e di rafforzare il proprio in modo coerente e lungimirante, con risorse adeguate e in linea con le mutevoli realtà geopolitiche».
Il documento è stato firmato da Finlandia, Danimarca, Estonia, Francia, Grecia, Germania, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Svezia ma non dall’Italia. La dichiarazione è stata aperta anche agli Stati che non hanno partecipato al vertice e Roma, che non era presente – spiega Palazzo Chigi – sta valutando il testo alla luce dell’interesse italiano per la regione. Il presidente del Consiglio europeo Costa ha sottolineato che «questa regione riveste un’importanza strategica, non solo per i Paesi artici, ma per l’Europa nel suo complesso: ciò che conta per l’Artico, conta per tutti gli Stati dell’Ue». Oltre ai Paesi Nordici, erano presenti il cancelliere tedesco Merz («questa regione è diventata un punto nevralgico dal punto di vista geopolitico»), il presidente della Romania Dan e il commissario Ue per i Partenariati internazionali Síkela. Per la Francia il ministro degli Esteri francese Barrot.
Costa ha anche ricordato che la Commissione e il Servizio europeo per l’azione esterna, il «ministero degli Esteri» dell’Ue guidato da Kaja Kallas, stanno aggiornando la strategia artica dell’Unione per garantire che sia «adeguata alle nuove sfide geoeconomiche e ambientali a livello mondiale» e che nel prossimo bilancio Ue 2028-2034 è previsto «un aumento degli investimenti nella sicurezza e nella difesa dell’Europa, compresa la regione artica». Il bilancio è però sotto negoziato e i Frugali chiedono un taglio complessivo del budget Ue. Nella dichiarazione congiunta, i 12 Paesi sottolineano «la necessità di aumentare gli investimenti» nella mobilità militare, nella connettività transfrontaliera e nelle infrastrutture necessarie nelle regioni più settentrionali dell’Ue e hanno ribadito la «cooperazione e la complementarità» con la Nato. Il premier Orpo ha detto che la Finlandia è pronta a costruire e ospitare una flotta europea di rompighiaccio per rafforzare la presenza dell’Ue nell’Artico.