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 2026  settembre 11 Venerdì calendario

Giovani più connessi, ma anche più ansiosi che mai

Smartphone sempre in mano, intelligenza artificiale presente in ogni aspetto della vita quotidiana, ma anche una crescente preoccupazione verso privacy, algoritmi e contenuti d’odio. Un’indagine sull’utilizzo delle tecnologie digitali condotta da Eu Kids Online ha evidenziato come i giovani nativi digitali stiano progressivamente alzando l’attenzione nei confronti dei possibili rischi che internet cela. 28.465 ragazzi di età compresa tra i 10 e 16 anni provenienti da 19 paesi europei, 87% di questi ha riferito di usare quotidianamente lo smartphone per accedere a Internet. Ma, all’aumento della connessione corrisponde una maggiore consapevolezza dei pericoli. Circa due ragazzi su tre hanno dichiarato di utilizzare regolarmente strumenti di intelligenza artificiale, soprattutto per studiare. Eppure, il 41% riconosce che queste tecnologie consumino troppe risorse naturali e abbiano un impatto dannoso sull’ambiente. Ed è anche molto diffuso il timore che l’intelligenza artificiale possa arrivare a superare quella umana. La privacy è un altro fattore che genera preoccupazione. La metà dei ragazzi teme che i propri dati vengano utilizzati per pubblicità personalizzata, mentre quattro su dieci temono possano essere condivisi senza consenso. Il 39% dei ragazzi intervistati non crede che le aziende responsabili delle piattaforme proteggano adeguatamente gli utenti. Ancora più delicato l’aspetto relativo ai contenuti dannosi. Il 30% dei minori incontra messaggi d’odio almeno una volta al mese. Le immagini violente sono state segnalate dal 40% del campione, mentre il 39% ha dichiarato di essersi imbattuto in contenuti relativi al dimagrimento e il 37% in pubblicazioni che spiegavano come farsi del male.
In Italia, il quadro appare particolarmente critico. Solo il 19% dei bambini e degli adolescenti ha dichiarato di sentirsi sicuro online, contro il 48% della media europea. Tra le femmine, la percentuale scende ulteriormente al 13%.
Secondo Giovanna Mascheroni, docente di Media digitali e società dell’Università Cattolica e referente per l’Italia di Eu Kids online, «il clima online nel nostro paese è particolarmente negativo»: il 22% riferisce di essersi sentito turbato da qualcosa vissuta online nell’ultimo mese. Il rapporto, infine, mette in luce una frattura legata ad aspetti sociali. Il 38% delle bambine e il 34% dei ragazzi con status socioeconomico basso afferma di non sapere come verificare un’informazione trovata online, dimostrando come la sicurezza digitale non dipenda solo dalla tecnologia, ma anche dalle opportunità e dagli strumenti che si ha a disposizione per imparare ad usarla. La sfida, per l’Europa, è costruire un ambiente digitale più sicuro, privato e trasparente, senza lasciare i ragazzi soli davanti ai rischi della rete.