il Fatto Quotidiano, 14 settembre 2026
Nuova sanzione a Vannacci, Crosetto: “Regole rispettate”
Dodici mesi di sospensione. Per la prima volta il ministro della Difesa Guido Crosetto conferma ufficialmente la sanzione disciplinare inflitta al generale e leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci per il suo secondo libro Il Coraggio vince uscito a marzo 2024, poco prima delle elezioni europee: un anno di sospensione dalle funzioni del grado, la stessa misura prevista per gli ufficiali in congedo. Lo fa rispondendo, in forma scritta, a un’interrogazione parlamentare del M5S a prima firma del senatore Bruno Marton che chiedeva conto delle modalità con cui era stato deciso il provvedimento. Nella risposta all’interrogazione, che Il Fatto ha letto, il ministro della Difesa richiama il Codice dell’Ordinamento Militare per spiegare la cornice normativa: l’articolo 1355, secondo cui le sanzioni vanno commisurate al tipo e alla gravità della mancanza, tenendo conto di precedenti disciplinari, grado, età e anzianità del militare. Ma anche l’articolo 1357, che consente sospensioni fino a dodici mesi anche per il personale in congedo.
Il ministero della Difesa conferma ciò che aveva anticipato Il Fatto a luglio: Vannacci era stato sanzionato senza clamore per il libro-autobiografia pubblicati nel marzo 2024 da Piemme mentre l’ufficiale si preparava alla campagna elettorale per le europee ma la sanzione sarebbe potuta essere molto più pesante. Dodici mesi è il massimo della sospensione salvo la perdita del grado per rimozione, che gli impedirebbe di fare politica fregiandosi del titolo di generale. È un mese in più degli undici rimediati il 28 febbraio 2024 per il primo libro (“Il mondo al contrario”) confermati dal Tar a cui aveva fatto ricorso, con tanto di perdita di metà dello stipendio e dei relativi contributi, per aver leso il “prestigio” e il principio di “neutralità” delle forze armate. Ma poiché Vannacci è andato in pensione febbraio 2025, la sospensione riguarda solo le “funzioni del grado”, come è previsto per i militari in congedo. A differenza del primo, il secondo libro parla di argomenti di servizio, sui quali i militari hanno un espresso obbligo di riservatezza. Non ha chiesto l’autorizzazione.
La risposta di Crosetto non lascia dubbi sulla sanzione, ma evita i quesiti più politici del M5S: se sia stato rispettato il principio di gradualità rispetto alla prima sanzione, se il caso sia stato deferito a una commissione di disciplina, se il collegio dei 5 generali si sia espresso a maggioranza a favore della conservazione del grado e se il ministro abbia eventualmente disatteso quel parere invocando “ragioni umanitarie” (comunque previste dalla legge). Su nessuno di questi punti la nota si esprime, lasciando aperti gli interrogativi. Il M5S chiede chiarezza: “È importante comprendere se si fosse trattato di un graduato o un sottufficiale cosa sarebbe successo – dice Marton – vogliamo sapere come si è espressa la Commissione di Disciplina, se lo hanno giudicato non meritevole di mantenere il grado e quali siano i motivi umanitari che abbiano indotto il ministro”.