la Repubblica, 14 settembre 2026
Le chiese tedesche nascondono i migranti
Le chiese in Sassonia-Anhalt stanno cominciando a trasferire i migranti che beneficiano dell’asilo ecclesiastico in altre regioni. È un gesto inaudito, senza precedenti, che dà conto dei timori che i vescovi nutrono già verso un probabile, imminente governo dell’Afd. I presbiteri lo hanno pianificato in realtà da tempo, ossia da quando l’ultradestra ha scritto in primavera nero su bianco nel suo programma che non riconoscerà più l’asilo ecclesiastico e che taglierà i soldi alle chiese. Ma tutto era stato tenuto in gran segreto per non creare allarmi. Finché con la stravittoria dell’Afd l’allarme è diventato rosso.
Stephan Reichel, direttore dell’associazione Matteo, conferma a Repubblica che si sta occupando personalmente di un migrante siriano che rischia di essere espulso in Bulgaria e aveva trovato riparo in una diocesi della Sassonia-Anhalt. Sarà spostato in Sassonia. «È uno scandalo che l’Afd abbia dichiarato guerra alle Chiese e che abbia minacciato a più riprese di cancellare l’asilo ecclesiastico. Vuol dire rompere con una tradizione di millecinquecento anni, che risale ai primi imperatori romani cristiani, e che è sempre stata rispettata, anche durante gli anni del comunismo», dice Reichel, interpellato al telefono.
Molti cosiddetti “dublinanti”, che secondo le leggi Ue dovrebbero essere respinti nei Paesi europei di primo approdo, chiedono ospitalità alle Chiese per superare il periodo oltre il quale possono poi chiedere asilo in Germania. In Sassonia-Anhalt, rivela Reichel, i migranti saranno dislocati a breve in altre regioni dove non rischiano di essere trascinati via dalla polizia. E ieri, per la prima volta, è intervenuta pubblicamente sul tema la Chiesa evangelica della Germania centrale (EKM).
Il vescovo Friedrich Kramer non ha voluto dare dettagli per proteggere i migranti ma ha dichiarato a un quotidiano della Turingia che l’asilo ecclesiastico «sarà esternalizzato» dalla Sassonia-Anhalt «perché lì è stato annunciato con grande chiarezza che dopodomani potremmo ritrovarci la polizia alle porte che viene a prendersi i migranti». Anche Kramer ha ricordato che l’asilo ecclesiastico non è normato dalle leggi ma da consuetudini antiche e accordi informali – anche Angela Merkel ne fece uno con le Chiese. Ma, ha aggiunto il vescovo, è «uno spazio di umanità».
L’Afd ha dichiarato una guerra talmente esplicita alle Chiese che all’indomani del trionfo alle elezioni in Sassonia-Anhalt anche l’arcivescovo cattolico di Monaco, Reinhard Marx, è stato molto esplicito: «è un risultato terribile e deprimente – ma non è l’ultima parola. Per il cardinale «ora è importante che la stragrande maggioranza dei tedeschi si impegni apertamente e attivamente per la libertà, la democrazia e lo stato di diritto».
Altrettanto dura è l’offensiva che l’ultradestra ha annunciato contro i migranti. E l’aspirante governatore, Ulrich Siegmund, ha suscitato un’ondata di indignazione nei giorni scorsi quando ha dichiarato di essere d’accordo con il riarmo perché potrà essere utile per la «remigrazione». «Non condanniamo la produzione di armi – ha detto il leader Afd – perché quando cominceremo la nostra offensiva per la remigrazione e i respingimenti dei migranti, avremo bisogno di mezzi». Parole che secondo Reichel «ricordano il nazismo: anche lì le milizie di Hitler armate fino ai denti davano la caccia agli ebrei e ad altri civili che avevano dichiarato nemici».