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 2026  settembre 14 Lunedì calendario

Caso Roggero, il gioielliere resta in carcere

Mario Roggero resta in carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha respinto la richiesta di detenzione domiciliare presentata dalla difesa del gioielliere di Grinzane Cavour, detenuto a Bollate dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, al termine della rapina del 28 aprile 2021. 
La richiesta dei domiciliari
La richiesta era stata avanzata dall’avvocato di Roggero, Stefano Marcolini, in attesa di una decisione sulla domanda di grazia presentata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La difesa aveva chiesto in via principale il differimento dell’esecuzione della pena e, in subordine, la possibilità per il 72enne di scontarla ai domiciliari.
Il ragionamento dei giudici di Sorveglianza
In particolare, il Tribunale di Sorveglianza torinese ha evidenziato che il differimento della pena previsto quando è stata presentata una domanda di grazia rappresenta «un’ipotesi residuale con pochissimi precedenti giurisprudenziali». Inoltre, i giudici sottolineano che per concedere il differimento sarebbe necessario un fumus boni iuris talmente evidente e incontestabile da suggerire una «quasi irrispettosa intrusione» l’intervento della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce «prerogativa esclusiva del capo dello Stato». 
Il tribunale rileva poi che se è esclusa la legittima difesa, dall’altro non si può misurare «con la precisione di un bilancino da farmacista» la reazione di una persona ingiustamente aggredita.
Tuttavia, proprio per queste ragioni «nulla legittima un intervento sospensivo di natura giudiziale» del tribunale per modificare la situazione in modo totale, parziale o condizionata. 
Infine, il differimento della pena potrebbe risultare “pregiudizievole” per lo stesso Roggero qualora il capo dello Stato decidesse di concedere una grazia solo parziale: il periodo di pena sospeso non verrebbe sottratto all’ammontare complessivo della pena posticipando i requisiti temporali per accedere ai benefici penitenziari.
Il prossimo passo
Per Roggero, dunque, non cambia per ora il regime di detenzione. Il gioielliere rimane nel carcere milanese di Bollate, dove è entrato il 17 luglio dopo che la Cassazione ha reso definitiva la condanna. Per Roggero però non è ancora finita. Il prossimo 16 settembre ci sarà un’altra udienza al Tribunale di Sorveglianza di Milano, per la stessa motivazione. 
Salvini: «A Pontida un gazebo per le spese legali»
«Nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura – è il commento di Matteo Salvini, segetario della Lega – continuiamo a ritenere che la sua permanenza in carcere non sia necessaria. L’auspicio è che possa tornare in libertà il prima possibile». La Lega «continuerà a essere concretamente al suo fianco. Domenica a Pontida sarà presente anche un gazebo per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali che Roggero sta affrontando».