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 2026  settembre 14 Lunedì calendario

Clemente Russo torna sul ring a 44 anni

Clemente Russo torna sul ring. A 44 anni, cinque dopo quel luglio 2021 in cui aveva detto basta, «Tatanka» si rimette i guantoni e prova a scrivere l’ultimo capitolo di una storia che sembrava già compiuta. Stavolta, però, c’è una novità sostanziale: non sarà più il campione dilettante che ha dominato per anni la categoria dei pesi massimi, ma un pugile professionista. Il debutto è fissato per il 21 novembre, a Milano, nell’ambito di The Art of Fighting 14, evento in esclusiva sulle reti Mediaset. L’avversario sarà l’egiziano Mohamed Elmaghraby, pugile di 30 anni che vive da tempo in Lombardia e che è campione italiano dei mediomassimi dal novembre 2025.
La decisione è maturata lentamente. Russo lo ha raccontato in diretta a Pressing, il programma nel quale oggi è uno dei talent: «Una fiammella ardeva ancora dentro di me». Poi sono arrivate le conversazioni con Edoardo Germani, patron e fondatore di Taf. «Ho sentito che sotto quella fiammella c’era ancora tanta legna che poteva bruciare». Tradotto dal linguaggio della boxe: aveva ancora voglia di combattere.
E così il campione che aveva salutato il ring dopo una carriera monumentale ha deciso di tornarci per misurarsi con un mondo che non aveva mai affrontato davvero. «Ho avuto una grande carriera da dilettante, non ho mai vinto un titolo da campione del mondo da professionista e a 44 anni non avrò il tempo, certo – ammette Russo – però sono qui per farvi vedere cosa sono capace di fare da pro».
Il paradosso è proprio qui: uno dei pugili italiani più vincenti di sempre si presenta al professionismo quando normalmente una carriera è già finita da un pezzo. Il suo curriculum, però, autorizza qualsiasi azzardo. Due argenti olimpici, a Pechino 2008 e Londra 2012, due titoli mondiali, nel 2007 e nel 2013. Un totale di 269 incontri da dilettante, 214 vittorie, 49 sconfitte e 3 pareggi. Un viaggio lungo quasi tre decenni, cominciato a Marcianise e arrivato ai grandi palcoscenici internazionali, dove Russo è diventato uno dei volti più riconoscibili della boxe italiana.
Nel 2021 aveva chiuso quella parentesi. La mancata qualificazione ai Giochi di Tokyo aveva fatto da spartiacque e Russo, allora 39enne, aveva scelto di fermarsi. I guantoni sembravano destinati a restare appesi. Da lì era cominciata un’altra vita: il lavoro da tecnico, il ruolo di responsabile tecnico e commissario tecnico della Nazionale italiana, ma anche la televisione, dove «Tatanka» aveva già costruito una seconda identità. Colorado, Mistero, Grande Fratello Vip, L’Isola dei Famosi: il pugile era diventato anche personaggio.
Fuori dal ring, però, evidentemente mancava qualcosa. Russo si è allenato per mesi, lontano dai riflettori, preparando il ritorno.
Anche perché la sfida non sarà soltanto contro un avversario. Sarà contro il tempo e contro il peso degli anni. Russo le conosce già le perplessità che animeranno il contorno di questa decisione: «So che tante persone criticheranno il mio ritorno, ma ci sono abituato perché l’hanno sempre fatto». E poi mette sul tavolo le sue credenziali: «Ho combattuto contro due leggende come Usyk e Wilder, non ho paura di questo incontro».
Il riferimento è a due dei giganti che hanno segnato la sua epoca, Oleksandr Usyk e Deontay Wilder, incrociati da Russo negli anni della sua carriera internazionale. 
«Diranno che sono tornato sul ring per dare visibilità alla mia immagine, sì, ed è vero – ha riferito – ma sono tornato anche per farvi vedere cos’è il pugilato». Il 21 novembre si ricomincia. A 44 anni Clemente Russo non ha bisogno di dimostrare di essere stato un campione: quello lo raccontano già due Olimpiadi, due Mondiali e 214 vittorie. Vuole soltanto scoprire quanto gli è rimasto dentro.