Corriere della Sera, 14 settembre 2026
Manovra, il sostegno a giovani e ceto medio. La linea di Giorgetti
Da una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per i giovani alla riduzione della pressione fiscale per il ceto medio, passando per gli interventi per le imprese affinché continuino ad investire (avanti con iper-ammortamento e Zes), ma sempre tenendo il debito pubblico «sotto controllo». In videocollegamento alla festa dell’Udc, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti delinea i fondamentali della prossima legge di Bilancio – «Forse l’ultima», dice – precisando poi che «sono tutte idee che devono essere discusse nella coalizione di governo».
Ma, dal suo punto di vista, l’obiettivo della quinta manovra economica del governo Meloni dovrà essere «quello di aiutare e promuovere lo sviluppo per andare incontro a quelle classi sociali e ceti che finora non hanno avuto l’attenzione che meritavano». E chiarisce: «Perché quando aumenta il gap e la dimensione del ceto medio si riduce, si generano tensioni sociali e politiche». Necessario quindi «intervenire in modo selettivo e più possibile equo e intelligente sulla riduzione della pressione fiscale». Da qui l’idea «sul tavolo» di tassare solo al 5% gli aumenti di stipendio per i giovani, ma – dice il ministro – «ci vuole la cooperazione dei datori di lavoro e la disponibilità dello Stato a riconoscere questo tipo di agevolazioni». Nessuna austerità in arrivo, ma «è chiaro che oggi non posso non considerare le situazioni che si stanno manifestando a livello globale», dice ricordando il rialzo dei tassi d’interesse appena varato dalla Bce che può tradursi «in maggiori oneri per chi si è indebitato, famiglie e imprese».
Necessario anche rivedere alcune misure, «una sorta di inventario, perché c’è il rischio di duplicare misure su alcune classi di reddito ed escluderne altre». E sull’argomento il leader leghista e vicepremier Matteo Salvini invoca «un tetto ai collezionisti di bonus» e quindi «una riforma dell’Isee su cui il gruppo economia della Lega sta lavorando». Dal bonus bebè al bonus luce e gas alla carta Dedicata a te, spiega Salvini, «abbiamo contato almeno 50 bonus pubblici che finiscono sempre nelle solite tasche perché elargiti solo in base all’Isee con tetti fra i 10 e i 20 mila euro e solo con l’autocertificazione, ma l’intero ceto medio, famiglie, pensionati, single sono esclusi».
Il governo torna anche sugli ecobonus per l’efficientamento energetico: l’ipotesi è di farli tornare al 65% dall’attuale 50% per la prima casa, lasciandoli al 36% dalla seconda in poi, approfittando della flessibilità di bilancio concessa dall’Ue proprio per la transizione energetica. Dal prossimo anno potrebbero quindi tornare gli sconti più alti sull’acquisto di infissi, pompe di calore, impianti solari, schermature e cappotti. Sul tavolo anche il bonus mobili con i grandi elettrodomestici. Intanto, in vista della nuova scadenza del taglio delle accise (giovedì), l’esecutivo studia un bonus benzina una tantum da 100 euro per lavoratori dipendenti e autonomi.