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 2026  settembre 14 Lunedì calendario

Schlein: andiamo subito al voto. Prima il programma, poi le primarie

Chi si aspettava che Elly Schlein non reagisse anche stavolta è rimasto deluso. «Prima il programma. Poi decideremo con gli alleati: o l’accordo o le primarie per scegliere il candidato premier. Ma se le faremo, vinceremo insieme quelle primarie – annuncia chiudendo la Festa dell’Unità nazionale —: non abbiamo nessuna paura del voto, mai, perché siamo il Pd». Poi l’affondo ancora più netto: «Abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ingiustamente invaso in Ucraina dall’offensiva militare di Putin, che continua ad andare avanti». È una sfida aperta a Giuseppe Conte. Il capo dei Cinque stelle, proprio mentre lei viaggiava verso Reggio Emilia per un evento chiave davanti alla sua gente, aveva messo non uno ma tre dita nell’occhio della segretaria del Pd. «Non può essere che vinca Schlein e, a quel punto, si diano a gogò armi all’Ucraina, per un conflitto che ci sta portando verso una guerra mondiale». E poi: «Non è possibile che il M5S sottoscriva un programma che continui a fare in politica estera quello che sta facendo Giorgia Meloni». Il capo del Movimento giocava «in casa», sul palco del Fatto Quotidiano in Versilia, e da lì aveva speronato su più fronti i suoi ipotetici alleati, ai quali intende contendere, attraverso le primarie, la leadership del Campo largo. Alla faccia del «testardamente unitari» che Schlein continuava a ripetere come un mantra, anche dal palco di Reggio. Fino a quando ha cambiato registro e contrattaccato a muso duro l’alleato.
Le parole della segretaria sono chiare, tanto da placare pure l’ira dell’ala riformista dem. «Prosecuzione del sostegno all’Ucraina, sforzo per un negoziato che arrivi a una pace giusta, chiara distinzione tra aggredito e aggressore, garanzie di sicurezza. Condivido le parole sull’Ucraina di Elly Schlein nel discorso di chiusura della Festa nazionale dell’Unità», dice l’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Davanti a circa tremila persone – più del triplo, secondo il Nazareno – con militanti e parlamentari arrivati da tutta Italia, la leader del Partito democratico parte con cautela. Poi regola i conti con «Giuseppe». È la prima volta che lo fa in maniera così netta: il segno che il tempo è scaduto. È il momento della battaglia interna al campo progressista. E poi di quella per Palazzo Chigi, dove la segretaria vuole arrivare. Postura strategica, da leader in pectore? La linea di Schlein sembra essere quella di chi ritiene quasi impossibile una sconfitta alle primarie: «Il Pd è il perno imprescindibile dell’alternativa. Vogliamo metterlo generosamente a disposizione di un progetto più ampio e unitario». E ancora: «Siamo testardamente unitari perché ce lo chiedete voi e lo meritate, dopo i fallimenti di Meloni su sanità, economia e sociale. Ora è tempo di accelerare sul programma comune. Non partiamo da zero. Non basterà una somma di proposte concrete: servono i valori. Al Paese dobbiamo offrire una visione del presente e del futuro». Poi lancia la sfida alla premier, che in questi giorni valuta l’ipotesi di urne anticipate: «Noi ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento ci porteranno al voto. È Meloni che deve dirci quando ci porterà al voto e, visto che il governo è stato inutilmente lungo, prima è meglio è per il Paese». È il momento di massima contrapposizione: «Se vincono loro porteranno al 5% del Pil la spesa militare. Se vinciamo noi, al 7% del Pil la spesa per la sanità». E ancora: «Davanti a tutto questo penso sia davvero vergognoso che l’unica priorità della premier sia cambiare la legge elettorale, perché hanno paura di perdere. Siamo noi la novità: hanno capito che uniti li batteremo. Per questo continuano a cambiare ogni giorno la legge elettorale, contro cui faremo muro». Partono due cori in contemporanea. Il primo è: «Elly, Elly!». L’altro, con il suo nome di battesimo: «Elena, Elena!». Parte La Locomotiva di Francesco Guccini, sparata al massimo volume. Schlein, prima segretaria del (litigioso) Partito democratico a concludere un mandato intero, ha parlato per un’ora e 45 minuti. Decine di bandiere del Pd sventolano in platea. Schlein è ufficialmente in campo. Ha rotto gli indugi. E sfida il suo avversario-alleato: «Io ci sono, pronta insieme a voi ad affrontare le sfide dei prossimi mesi, onorata e orgogliosa di guidarvi in questa grande sfida. Andiamo a vincere con l’alleanza progressista e andiamo a cambiare l’Italia. Evviva il Pd, evviva la nostra Costituzione e viva, soprattutto, sempre la nostra Italia antifascista».