Corriere della Sera, 14 settembre 2026
Così Cina e Russia sfruttano Claude per armi e propaganda
Claude, l’intelligenza artificiale di Anthropic, usata dalla Russia per sviluppare la tecnologia di navigazione di sciami di droni lanciati contro l’Ucraina. Ma carpita anche dalla Cina per la guerra elettronica (sistemi a microonde capaci di accecare i radar) e dallo Yemen (dove infuria l’offensiva degli Houthi filo Iran) per i sistemi di guida di missili.
Nei giorni della grande paura per la perdita di controllo di un’AI ormai quasi sovrumana, Dario Amodei, fondatore e capo di Anthropic, ha incassato l’adesione degli altri tre leader Usa del settore – OpenAI, Google e la xAI di Musk – alla sua proposta di rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati per avere il tempo di costruire protezioni per l’umanità.
Ma non ci sono solo i rischi apocalittici: evocando macchine capaci di sterminarci o ridurci in schiavitù si perdono di vista gli usi abusivi delle AI americane che già oggi vengono fatti (o tentati) da potenze avversarie, criminali informatici o semplici inquinatori del dibattito pubblico che lavorano su commissione.
È la stessa Anthropic a denunciare in un nuovo rapporto molto articolato tutti gli usi abusivi della sua AI che sono stati scoperti e bloccati. La società aveva denunciato abusi anche in passato ma nel 2026 gli attacchi sono esplosi: vengono da molte parti del mondo e sono di ogni tipo.
Anthropic li divide in sette aree: oltre all’uso di Claude per lo sviluppo di armi «convenzionali» (sei tentativi di Russia, Cina e Yemen per perfezionare droni, missili, bombe e munizioni «intelligenti»), questa AI è stata usata per amplificare la disinformazione e l’influenza a fini politici (spesso per interferire in elezioni), ma anche a fini di sorveglianza (come quella del regime cinese nei confronti di dissidenti e minoranze etniche). Ci sono poi l’uso di Claude per infrangere le protezioni di cybersecurity dei sistemi informatici con intenti di sabotaggio, spionaggio, furto di dati. E anche le frodi commerciali o finanziarie, le tecniche di distillazione (società, soprattutto cinesi, che usano i sistemi di addestramento Usa per istruire loro modelli, più piccoli). Infine il capitolo dell’uso dell’AI in biologia: alimenta speranze (nuovi medicinali salvavita) e timori (terroristi facilitati nello sviluppo di armi biologiche).
Su quest’ultimo punto Anthropic dice di non aver trovato tracce evidenti di bioterroristi al lavoro su tecnologie AI, ma indaga, tra ricerche accademiche e report di governi, su cinque casi che suscitano qualche sospetto: uno riguarda un laboratorio che, creata una tossina, chiede all’AI di non riferire all’esterno, restando nel vago.
Il capitolo più denso è quello delle interferenze a fini politici: qui andiamo dalla propaganda del regime iraniano diffusa nel mondo in varie lingue, dal farsi allo spagnolo, e condotta falsificando le analisi di istituti americani per farli apparire d’accordo con Teheran, alla manipolazione russa delle elezioni in Moldova o alle interferenze in Kenya (si vota l’anno prossimo) e nella Repubblica Centrafricana dove radio fondate dalla brigata Wagner, i mercenari di Mosca, martellano la popolazione con campagne antifrancesi e filorusse. Il rapporto parla anche di abusi da parte della Turchia senza entrare in dettagli e di campagne contro il Sudan e la Fratellanza Musulmana partite dagli Emirati Arabi.
Andando più a oriente, troviamo campagne condotte simulando gruppi sociali inesistenti a favore di Awami League, partito del Bangladesh finito all’opposizione dopo le rivolte popolari del 2024 e tentativi di interferire nelle elezioni in Malesia. E poi la Cina che ha cercato di usare anche Claude contro i cattolici del Paese, i buddhisti del Tibet, i cristiani di Taiwan.
Sorveglianza, oltre che pressione politica. Cina in prima fila anche qui: spiati perfino gli uiguri (musulmani dello Xinjiang) emigrati in Siria. Mentre l’Iran controlla migliaia di persone con un virus in Firefox. E in Mali un solo operatore con Claude aveva sostituito un team di ingegneri nel controllo delle comunicazioni veicolate da tutti gli operatori telefonici.
Quanto agli hacker, attacchi ovunque cercando di sfruttare Claude: dai furti di identità, vittime vari governi del Nord Africa, agli attacchi russi ai servizi segreti dell’Ucraina, ai governi europei e anche a «interessi diplomatici e di difesa connessi alla politica estera Usa».