il Fatto Quotidiano, 13 settembre 2026
Bolzano, l’AfD riesce a riunire nazionalisti tirolesi e italiani
Opposti nazionalismi si attraggono. Tanti in Alto Adige ieri erano pronti a uno scontro. Invece l’arrivo di Jean Pascal Hohm, leader del movimento giovanile dell’Afd (Alternative für Deutschland) ha provocato un imprevisto abbraccio tra la Süd Tiroler Freiheit – estrema destra identitaria tirolese – e l’italiana CasaPound. Per dirla con la consigliera provinciale Brigitte Foppa (Verdi): “Li unisce l’estremismo”. Così una vicenda che appariva locale insegna tante cose sulle reazioni chimiche della politica. Hohm è anche consigliere regionale del Brandeburgo eletto con l’Afd, che ha appena vinto in Sassonia-Anhalt. L’invito a Tremeno, piccolo paese in provincia di Bolzano, proveniva dal Süd Tiroler Freiheit, il partito identitario che non ha mai avuto toni concilianti verso l’Italia. C’era da aspettarsi che l’omologa destra italiana – Vannacci e CasaPound – reagisse.
Sbagliato. Andrea Bonazza, esponente di CasaPound ed ex consigliere comunale a Bolzano, ha definito Hohm “un caro amico tedesco di CasaPound… e davvero un bravissimo ragazzo”, invitando i simpatizzanti del movimento di estrema destra italiano a “partecipare all’interessante e coraggiosa manifestazione in difesa dell’Europa della tradizione”. Dalla parte opposta il movimento Bozen Solidale intanto ha organizzato un appuntamento di protesta, sempre a Tremeno. Un po’ spiazzati i partiti tradizionali, come la Südtiroler Volkspartei. Arno Kompatscher, presidente della Provincia di Bolzano, ha evocato epoche buie: “Che la destra nazionalista tedesca e quella italiana si incontrino per parlare del futuro dell’Alto Adige a me ricorda che, in un periodo molto buio, erano i nazionalsocialisti che insieme ai fascisti, Hitler e Mussolini, avevano fatto accordi sul futuro della regione”.
Hohm, però, alla fine non ha premiato CasaPound per l’accoglienza: “Il Sud Tirolo non è Italia”, ha sentenziato. Per la destra italiana una bella sberla.