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 2026  settembre 13 Domenica calendario

Camera, smart glasses vietati agli stagnari

Alla Camera dei deputati cercano dieci stagnari, ma senza sorprese: nessuna prudenza è eccessiva.
Il 25 settembre si terrà a Montecitorio la prova scritta del concorso per dieci Collaboratori tecnici addetti ai servizi di condizionamento e termoidraulica. E l’amministrazione, evidentemente memore della pubblicistica recente, ha compilato un minuzioso elenco di ciò che gli aspiranti tecnici non potranno portarsi dietro. Computer, tablet, smartwatch, auricolari. E, scritto nero su bianco, smart glasses.
È un piccolo effetto Boccia – nel senso di Maria Rosaria – sulla burocrazia parlamentare. Gli occhiali intelligenti, fino a un paio d’anni fa oggetto da fiera tecnologica, hanno acquistato una loro dignità istituzionale da quando l’ex consigliera speciale del ministro Gennaro Sangiuliano ha cominciato a imperversare nei palazzi romani indossandoli, registrando e pubblicando immagini anche dentro la Camera. Da allora, evidentemente, a Montecitorio hanno imparato che non tutti gli occhiali servono a vedere meglio. Più di recente, peraltro, ha iniziato a impazzare nei palazzi un fenomeno più di nicchia, rilevante soprattutto tra i giovani e sui social network: lo svalvolato Manfredi, aspirante influencer e giornalista sui generis, che assedia i politici (e soprattutto le politiche) con interviste surreali, registrate proprio attraverso gli occhiali “intelligenti” (in ogni caso più delle sue meravigliose e improbabili domande).
E così nell’epoca post Bocciam le lenti tecnologiche sono finite direttamente nel regolamento del concorso per termoidraulici. Nessun candidato potrà dunque farsi suggerire da Meta, direttamente sulla lente, come riparare una caldaia o dove mettere le mani davanti a un sifone ribelle. L’idraulico parlamentare dovrà cavarsela come una volta: con la preparazione, l’esperienza e senza diretta Instagram.
Le precauzioni, comunque, non finiscono qui. Ci sono anche divieti più tradizionali: giornali, libri, pubblicazioni, vocabolari e calcolatrici (ma davvero lo stagnaro si porta lo Zanichelli al concorso?). Niente borse o zaini, niente caschi: del resto “non è previsto il servizio di guardaroba”. Gli effetti personali indispensabili saranno chiusi in apposite buste fornite dall’amministrazione. Anche il telefono dovrà restare spento per tutta la permanenza nella sede d’esame. Quasi al termine dell’elenco, si legge la precisazione definitiva: è vietato introdurre anche armi, “per le quali non sarà assicurato alcun servizio di custodia”. La Camera insomma mette sullo stesso avviso pistole e Ray-Ban tecnologici. Chi aveva programmato di affrontare il concorso con una Beretta nella fondina e ChatGPT proiettato sulle lenti dovrà purtroppo ravvedersi. Per accedere alla prova d’esame basterà invece un normale documento di riconoscimento: carta d’identità, passaporto, patente e (per qualche ragione) patente nautica. Ma è l’unica concessione alla fantasia: dopo il caso Boccia, la lezione è acquisita: nessuno registra le sacre stanze delle istituzioni, né i loro venerabili frequentatori.