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 2026  settembre 13 Domenica calendario

Gran Bretagna, i miliardari delle criptovalute finanziano Farage

Due donazioni da 36 milioni di sterline l’una nel giro di due giorni a Reform, il partito populista filo trumpiano guidato da Nigel Farage, annunciate da due miliardari britannici delle criptovalute, accentuano le polemiche sull’influenza dei soldi nella politica del Regno Unito. Venerdì, Ben Delo, cofondatore di BitMex, riconosciutosi colpevole nel 2022 di violazione delle leggi bancarie americane e condannato a due anni e mezzo di carcere, poi perdonato da Donald Trump, ha reso noto il proprio dono da 36 milioni a Reform. Sabato, Christopher Harborne, un uomo d’affari a lungo residente in Thailandia, fra i primi investitori in Bitcoin, ha fatto sapere di avere donato anche lui la stessa cifra a Farage, “perché un partito start-up ha bisogno di finanziamenti per conquistare Downing Street”. Complessivamente, i 72 milioni delle due donazioni (pari a circa 84 milioni di euro) sono più del totale ricevuto da tutti gli altri partiti politici britannici messi insieme nell’intero 2025: e ciascuna delle due equivale a quasi il doppio di quanto raccolto congiuntamente da laburisti e conservatori negli ultimi dodici mesi. Ognuna rappresenta da sola la somma più grande ricevuta da un partito britannico, da quando nel 2001 è diventato obbligatorio dichiararle.
“Grazie alla generosità di Ben e Christopher, Reform sarà in grado di competere alla pari alle prossime elezioni e di vincerle”, commenta immediatamente Farage sul social X. “La Gran Bretagna è a pezzi, solo noi possiamo rilanciarla”. Al momento, non ci sono limiti all’ammontare che donatori basati in Gran Bretagna possono elargire ai partiti. Il governo laburista ha introdotto un tetto di 100 mila sterline per le donazioni di cittadini britannici residenti all’estero e intende metterne uno simile per coloro che sono recentemente rientrati in patria. Ci sono pressioni su Andy Burnham affinché approvi restrizioni più severe, ma finora il primo ministro si è rifiutato, apparentemente nel timore che il Labour debba rinunciare a donazioni da parte dei sindacati o di altri. Ma le dimensioni delle due donazioni in appena 48 ore fanno crescere la preoccupazione che Reform disponga di risorse finanziarie talmente più alte degli altri partiti da squilibrare le elezioni in programma nel 2029.
I soldi, tuttavia, sono un potenziale problema per Farage: il parlamento e Scotland Yard hanno aperto un’inchiesta nei suoi confronti per una precedente donazione da 5 milioni di sterline a titolo privato, anch’essa ricevuta da Harborne.
Gli scandali finanziari sembrano avere contribuito a farlo sorpassare da Burnham nei sondaggi, nei quali era rimasto in testa per un anno e mezzo, fino alle dimissioni di Keir Starmer da premier in luglio. “Donazioni di questa entità possono avere un impatto enorme e dannoso sulla democrazia britannica”, ammonisce Spotlight on Corruption, un’associazione contro la corruzione. “C’è il rischio che le elezioni siano squilibrate a favore del partito più ricco, con un’americanizzazione della nostra politica”. Uno dei due criptomiliardari nega di avere donato soldi a Reform in cambio di favori: “Sono motivato esclusivamente dall’amore per il mio Paese”, dice Delo. “Credo che chi ha ingenti capitali abbia il dovere di aiutare Farage a vincere e a governare”.