la Repubblica, 13 settembre 2026
Strade sicure, lite a destra
La Lega torna alla carica su “Strade Sicure” e prova a mettere pressione agli alleati di governo. Il partito di Matteo Salvini ha depositato una risoluzione, che dovrebbe tornare in discussione nei prossimi giorni in commissione Difesa, per chiedere all’esecutivo di rafforzare l’operazione portando fino a 10mila i militari impegnati nel presidio di strade, piazze e stazioni. Oggi sono circa 6.800. La calendarizzazione dovrebbe essere affrontata martedì dall’ufficio di presidenza della commissione. Il Carroccio insiste da prima della pausa estiva e adesso chiede di accelerare: secondo la Lega, 61 capoluoghi di provincia sarebbero ancora privi del presidio dei militari e per estendere l’operazione basterebbero 109 milioni di euro l’anno, una cifra che, provocano da via Bellerio, potrebbe essere coperta «dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana»: dando così un segnale anche a Forza Italia.
«Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta che può essere operativa fin dai prossimi giorni», è il messaggio agli alleati. Non è escluso che nel centrodestra si lavori a una mediazione sul testo. La risoluzione era stata illustrata il 21 gennaio e discussa nuovamente il 29 aprile, poi tutto fermo. In Fratelli d’Italia, del resto, non c’è una contrarietà di principio a “Strade Sicure”: l’operazione nacque nell’agosto 2008, durante il quarto governo Berlusconi, con Ignazio La Russa ministro della Difesa. Ma proprio sull’utilizzo dei militari si era aperta nei mesi scorsi una differenza di impostazione con l’attuale titolare della Difesa Guido Crosetto, che aveva sostenuto la necessità di «aumentare le forze di polizia per riportare i militari al loro lavoro originario». È anche la linea indicata dal governo in Parlamento. Ad aprile il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego aveva ribadito il sostegno al rafforzamento del dispositivo, ma allo stesso tempo aveva indicato l’obiettivo di riportare progressivamente i militari alle funzioni proprie delle Forze armate, puntando su un maggiore coinvolgimento dei Carabinieri. Il governo sta infatti lavorando anche alla reintroduzione dei Carabinieri ausiliari e a un incremento di circa 12 mila unità dell’Arma.
Quello su “Strade Sicure” è solo uno dei dossier sui quali, alla ripresa, tornano a emergere sensibilità differenti nella maggioranza, stressate da destra dalla concorrenza di Roberto Vannacci. Da Forza Italia, Antonio Tajani ha intanto tracciato un altro confine politico netto verso Futuro nazionale e le posizioni filorusse, anti-europee e ostili al libero mercato. «Siamo la ricetta per un’Italia cristiana, liberale, garantista», ha detto il segretario azzurro. Poi l’avvertimento: «Se c’è qualcuno che sta dalla parte di Putin, contro il libero mercato e contro l’Europa, non sta dalla nostra parte».