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 2026  settembre 13 Domenica calendario

Oracle, Ellison venderà azioni per 7,5 miliardi

Larry Ellison si prepara a vendere fino a 50 milioni di azioni Oracle, per un valore di circa 7,5 miliardi di dollari ai prezzi di venerdì. Il piano, predisposto a fine giugno e reso noto nei documenti depositati alla Sec, prevede che il fondatore e presidente del gruppo possa cedere i titoli entro la fine di ottobre. Ellison, 82 anni, resta il maggiore azionista individuale di Oracle, con una quota vicina al 40%.
I fronti aperti dell’imprenditore sono diversi. Ellison si è impegnato personalmente a sostenere il finanziamento da 40 miliardi per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance, guidata dal figlio David, operazione per ora ferma per il contenzioso antitrust. È inoltre tra i protagonisti di Stargate, il progetto per le infrastrutture AI lanciato da Trump con OpenAI, SoftBank e Oracle, che vede Nvidia tra i partner tecnologici. Il piano prevede fino a 500 miliardi di investimenti in 4 anni per costruire data center negli Usa.
La notizia arriva mentre il gruppo che ha fondato quasi mezzo secolo fa ta accelerando per diventare uno dei grandi fornitori di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Una corsa che sta facendo crescere rapidamente ricavi e ordini, ma anche investimenti, debito e costi.
Oracle ha aumentato di altri 700 milioni di dollari, a circa 2,8 miliardi, gli oneri previsti per il piano di ristrutturazione dell’esercizio 2026. Il programma comprende licenziamenti, risoluzioni di contratti e altre misure di riduzione dei costi ed è in parte legato all’adozione dell’AI nelle attività aziendali.
Nel trimestre chiuso ad agosto i ricavi sono aumentati del 30% a 19,3 miliardi, quelli del cloud del 62% a 11,6 miliardi, mentre l’utile netto è salito del 53% a 4,3 miliardi. L’infrastruttura cloud è scresciuta del 121% a 7,4 miliardi. Il portafoglio di contratti ancora da trasformare in ricavi è arrivato a 664 miliardi, sostenuto da oltre 30 miliardi di nuovi contratti cloud legati all’AI.
Per costruire la capacità necessaria a soddisfarli Oracle ha però investito 28,5 miliardi nel trimestre (circa 11,4 miliardi sono stati coperti dagli anticipi dei clienti), più del triplo rispetto a un anno prima, e ha registrato un free cash flow negativo per 5,4 miliardi. Per l’intero esercizio prevede investimenti per 90-95 miliardi e punta a raccogliere 40 miliardi tra debito e capitale.
La reazione di Wall Street è stata contrastata. Venerdì il titolo è arrivato a guadagnare quasi l’8% dopo i conti, sostenuto dalla crescita degli ordini e da un consumo di cassa inferiore alle attese, ma ha poi invertito la rotta chiudendo in calo dell’1,74% a 150,28 dollari. Dall’inizio dell’anno Oracle ha perso il 23%, mentre l’S&P 500 è salito di quasi il 12%.