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 2026  settembre 13 Domenica calendario

Renzi, Salis, le primarie. Lei: voterò scheda bianca

Lei promette di offrire una cena di pesce a Genova a tutti quelli che dicono che «mente» quando dice che non si candiderà alle primarie. Lui ribatte che è pronto a offrirle anche una «cena di carne» a Firenze: tra la sindaca di Genova Silvia Salis e il segretario di Italia viva Matteo Renzi è scaramuccia a distanza, al Tempo delle donne a Milano. Il tema, naturalmente, è quello della chiamata degli elettori alla scelta del leader in vista delle prossime elezioni.
«Salis ha il suo carattere, a volte anche un bel caratterino – spiega Renzi quando gli chiedono della sua preferenza per la sindaca —. Lei ritiene che le primarie siano un errore, io se fossi stato in lei le avrei fatte, e l’avrei votata volentieri. Ma non decido per lei e mi pare che il tema non ci sia», sottolinea Renzi, auspicando comunque che «dia una mano, come altri sindaci. De Luca, ad esempio, anche se è un bel “personaggetto”, alla sicurezza, è sicuramente più credibile di Salvini».
Salis, sul palco nello slot subito dopo Renzi con le sindache di Firenze Sara Funaro e quella di Fontevivo (Parma) Maria Vittoria Rusca, ribadisce: «Non mi candiderò, abbiamo ricevuto un mandato preciso come sindache, e poi sono convinta che il Campo largo possa organizzarsi». Ma lei, la sindaca, non crede che siano uno strumento utile: «A Genova ha funzionato presentare una candidatura unitaria di un campo molto ampio». Però, visto che in passato «sono state un esercizio che in molti momenti hanno attirato grande attenzione e partecipazione», se le primarie dovessero svolgersi, lei si dice pronta a votare, ma a lasciare la scheda bianca, «per correttezza nei confronti di chi mi ha votato: una coalizione che comprendeva tutti i partiti di centrosinistra, per cui non sarebbe elegante votarne solo uno».
A questo punto, visto che anche Gaetano Manfredi si sfila – «sono impegnato a Napoli e la mia idea è continuare a fare il sindaco», ha detto ieri alla festa dell’Unità a Reggio Emilia – alle eventuali primarie del Campo largo ci sarebbero solo la segretaria Pd Schlein e il leader M5S Conte: «Non mi interessa stare al tavolo in prima persona», chiarisce Renzi. Che però sottolinea che «a rappresentare il centro non ci può essere qualcuno che tradisce nostri ideali, come quando vedo che viene coinvolto l’ex pm Ingroia per esempio. Il centro del centrosinistra deve essere garantista ed europeista non può essere il farmaco generico del M5S». Qualcosa di irrisolto con Conte? «Sono pronto a prendermi un caffè con lui in qualsiasi momento – ironizza Renzi – e anche a ragionare del passato, purché cominciamo a pensare al futuro. Delle liti tra leader non gliene frega niente a nessuno. Se i litigi tra leader portano all’elezione della Meloni al Quirinale e di Vannacci a Palazzo Chigi – conclude Renzi – la gente del centrosinistra rincorrerà chi ha messo i veti».