Corriere della Sera, 12 settembre 2026
11 Settembre, a New York i quattro ex presidenti. Trump difende la guerra in Iran
Tutti e quattro gli ex presidenti americani in vita – Bill Clinton, George W. Bush, Barack Obama e Joe Biden – erano ieri alla cerimonia di New York per l’11 settembre: la foto dei quattro leader insieme alle loro mogli ritrae un’epoca in cui era possibile trovare l’unità nazionale nonostante le divergenze, che oggi sembra tramontata. Erano anche presidenti che hanno condiviso momenti importanti, insieme, nella lotta al terrorismo. Il presidente Trump non c’era: ha scelto di partecipare alla cerimonia per il 25° anniversario al Pentagono e ha mandato a New York il suo vice, JD Vance.
Al Pentagono, a differenza che a Ground Zero, Trump ha potuto fare un discorso, nel quale ha elogiato il Paese per essersi unito dopo quella tragedia e, nel farlo, ha tracciato un legame tra la sua guerra in Iran e la guerra al terrore di Bush: parole che rovesciano le sue affermazioni ai tempi della campagna elettorale, dal momento che il tycoon è arrivato al potere anche grazie alla sua critica netta delle «guerre infinite» del predecessori, inclusa l’invasione dell’Iraq dopo l’11 settembre.
Trump ha iniziato a febbraio la guerra in Iran, al fianco di Israele, ed è un conflitto che rischia di durare fino alla fine del suo mandato, come gli hanno detto i suoi assistenti. «Oggi rinnoviamo la sacra promessa che facemmo un quarto di secolo fa a loro nome», ha detto il presidente ieri, dopo la lettura dei nomi dei 184 caduti al Pentagono. «Non dimenticheremo. Per questo combattiamo oggi, non abbiamo scelta. Giorni come l’11 settembre ti insegnano di che pasta è fatto un Paese. Stiamo imparando la stessa cosa adesso, dobbiamo essere forti e furbi».
Nel discorso di 18 minuti, Trump è tornato più volte a parlare della decisione di attaccare l’Iran, sostenendo che fosse necessario farlo: «La Repubblica islamica non avrà mai un’arma nucleare». Tra i sostenitori di Trump c’è chi vede però questa guerra come il tradimento delle sue promesse elettorali e della filosofia «America First». Non a caso JD Vance, le cui aspirazioni ad arrivare alla Casa Bianca nel 2028 hanno avuto un pieno riconoscimento e una tacita investitura alla convention del giorno prima a Dallas, sta cercando di presentarsi come un vicepresidente leale che non poteva contraddire il presidente ma anche come qualcuno che sapeva sin dall’inizio che la guerra sarebbe stata un disastro (così viene descritto da fonti a lui vicine in un articolo uscito ieri sul New York Times).
Alla cerimonia a New York la presenza di Zohran Mamdani, il primo sindaco musulmano della città, era stata contestata da una petizione firmata da migliaia di persone, inclusi diversi familiari delle vittime che gli avevano chiesto di non presentarsi. Rudy Giuliani, che era sindaco l’11 settembre 2001 ed è poi diventato parte della cerchia trumpiana, era arrivato a dire in tv che, «avendo perso amici quel giorno ed essendo vicino a molte delle famiglie, mi offende che (Mamdani) venga. Francamente, non è d’accordo che l’11 settembre è stato un attacco terroristico islamico contro gli Stati Uniti». E sui musulmani aveva aggiunto: «Non vogliono solo essere un’altra religione, vogliono dominarci. Mamdani è un chiaro sostenitore di questo». Il sindaco e l’ex sindaco si sono comunque stretti la mano prima dell’inizio della cerimonia. Ma a riprova del clima teso che si respira in questo anniversario, c’è chi ha rilanciato sui social immagini di Mamdani e della deputata di New York Alexandria Ocasio Cortez, accusandoli di aver riso e scherzato durante la lettura dei nomi delle quasi 3.000 vittime di New York. L’assistente di Giuliani, Michael Ragusa, ha scritto su X che era vicino a loro e che quella una fake news, perché la foto mostra solo il momento in cui si salutano, ma la foto ha ugualmente scatenato l’indignazione della destra online. La vedova di una delle vittime ha criticato invece il fatto che i politici americani abbiano continuato a lavorare con l’Arabia Saudita, da cui venivano 15 dei 19 terroristi: «È stato un tradimento dopo l’altro», ha detto la donna.