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 2026  settembre 11 Venerdì calendario

Eto’o accusato di aver preso 500 mila euro senza consenso. Infantino lo difende

Dalla vita gloriosa da calciatore a quella (tormentata) fuori dal campo. Samuel Eto’o è tornato al centro di una vicenda che riguarda dei soldi, la federazione e le accuse di gestione poco trasparente. Secondo l’indiscrezione lanciata dai britannici del Times, l’ex attaccante dell’Inter e della Sampdoria e oggi presidente della Federcalcio camerunese avrebbe ricevuto sul proprio conto 567.570 euro versati dalla Russia per l’amichevole giocata il 12 ottobre 2023 contro il Camerun. Il denaro, secondo alcuni ex dirigenti della Fecafoot, non sarebbe poi stato trasferito sui conti della Federazione calcistica locale, ma sarebbe stato intascato con fini personali.
I pagamenti sarebbero stati due: 455.056 euro e 112.514 euro, accreditati attraverso la Qatar National Bank di Doha.
Guibai Gatama, ex componente del comitato esecutivo della Fecafoot, ha sollevato dubbi sulla destinazione delle somme: «Non esistono evidenze di transazioni bancarie che dimostrino che quei soldi siano transitati sui nostri conti», le sue parole. Gli ex dirigenti sostengono inoltre di aver presentato una denuncia al comitato etico della Fifa più di un anno fa, senza ricevere aggiornamenti.
Chi ha difeso l’ex attaccante in questa vicenda è stato subito il presidente della Fifa, Gianni Infantino, anche lui finito di recente al centro della bufera per altri motivi, con cui Eto’o ha costruito negli anni un rapporto molto stretto. In passato il camerunese lo ha sostenuto pubblicamente arrivando a definirlo «un fratello, anzi un fratello maggiore, un amico, qualcuno con cui abbiamo costruito cose che resteranno a lungo nel calcio». Per Gatama, il silenzio della Fifa sarebbe invece il segnale di «una forma di vicinanza politica e istituzionale nei confronti di Eto’o». La Federazione internazionale ha respinto l’ipotesi di una protezione, ribadendo l’indipendenza dei propri organi giudiziari e l’assenza di interferenze da parte di Infantino.
Eto’o, i numerosi precedenti di una vita al limite
Quel che è certo è che questo è l’ennesimo capitolo controverso della vita di Eto’o dopo il ritiro. Nel dicembre 2021 l’ex attaccante era stato eletto presidente della Fecafoot, ma il suo mandato è stato accompagnato da continui scontri e contestazioni. Non da meno è la vicenda della gestione della Nazionale camerunese. Prima della Coppa d’Africa dell’anno scorso, Eto’o aveva destituito l’odiato allenatore Marc Brys di propria spontanea volontà, scelto dal ministero dello Sport, optando per il connazionale David Pagou, scavalcando così gli organismi federali.
In Camerun sono arrivate anche le accuse di interferenze nella gestione dei campionati e di presunti favoritismi verso alcuni club. Il suo nome era stato associato anche a un’inchiesta sulle presunte manipolazioni delle partite, ma la Caf non aveva ritenuto sufficienti gli elementi per dimostrare le accuse nei suoi confronti. Nel 2024, invece, la Confederazione africana lo aveva sanzionato con una multa di 200 mila dollari (172 mila euro) per aver firmato un accordo come testimonial di una piattaforma di scommesse, attività considerata incompatibile con il ruolo di dirigente.
Il primo grande precedente però vede al centro la Spagna: nel 2022 Eto’o ha ammesso una frode fiscale commessa negli anni al Barcellona, relativa ai diritti d’immagine, per quasi 3,8 milioni di euro. È stato così condannato a 22 mesi di carcere, con pena sospesa, oltre a una pesante sanzione economica. Infine, c’è la vicenda privata. In Italia, l’ex compagna Anna Barranca lo accusò nel 2015 di non pagare regolarmente il mantenimento della figlia. «Da febbraio ha smesso di pagare, ma se scrivo ai giornali i soldi me li dà», aveva detto quando il Tribunale di Cagliari aveva stabilito per Eto’o 450 mila euro di arretrati e un assegno mensile da 10 mila euro. Anni dopo, nel 2023, l’ex calciatore è stato nuovamente coinvolto in Italia in un’indagine relativa agli obblighi di assistenza familiare. Ora il nuovo caso con al centro i soldi russi. Saranno eventuali verifiche ufficiali a stabilire se siano arrivati alla Fecafoot.