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 2026  settembre 11 Venerdì calendario

Algeri rompe le relazioni con Abu Dhabi

L’Algeria ha annunciato ieri la rottura delle relazioni diplomatiche con gli Emirati Arabi Uniti, ponendo fine a cinquant’anni di rapporti bilaterali. Il ministero degli Esteri algerino ha parlato di «azioni provocatorie e ostili» da parte di Abu Dhabi, sostenendo di aver «esaurito ogni mezzo» per preservare il legame. All’ambasciatore emiratino sono state date 48 ore per lasciare il Paese. Significativamente, Algeri non ha indicato un singolo episodio scatenante: la rottura arriva al culmine di un lento e progressivo deterioramento.
Le radici della crisi affondano in almeno quattro dossier. Il primo è il Sahara Occidentale. Gli Emirati sostengono apertamente la sovranità marocchina sul territorio conteso, dove hanno persino aperto un consolato, mentre Algeri appoggia da decenni il Fronte Polisario e la sua richiesta di autodeterminazione. Il secondo è la normalizzazione con Israele: l’adesione emiratina agli Accordi di Abramo nel 2020 è stata giudicata da Algeri inaccettabile, in un Paese che non riconosce lo Stato israeliano. Il terzo riguarda il Sahel, dove le due potenze finanziano attori rivali in Libia, Mali e Sudan. Il presidente Abdelmadjid Taboune ha più volte accusato senza nominarla la «piccola potenza del Golfo» di alimentare il caos regionale con i suoi capitali. Il quarto è più diretto: accuse algerine di ingerenza negli affari interni e tentativi di destabilizzazione, mai comprovate ma ribadite con toni sempre più duri dai vertici di Algeri.
Un primo segnale concreto era arrivato a febbraio, con l’avvio della procedura di cancellazione dell’accordo aereo bilaterale firmato nel 2013. Gli Emirati hanno reagito evitando l’escalation verbale e lasciando che l’accordo restasse in vigore per il periodo previsto.
Le conseguenze pratiche si preannunciano rilevanti: sospensione dei collegamenti aerei, blocco della cooperazione economica e degli investimenti emiratini in Algeria, congelamento dei progetti avviati nell’ambito del comitato ministeriale bilaterale. Sul piano geopolitico, la frattura consolida due blocchi contrapposti nel Maghreb e nel Sahel, con Rabat e Abu Dhabi sempre più allineate da un lato, Algeri isolata ma determinata a difendere i propri principi di non ingerenza dall’altro. Resta da vedere se Abu Dhabi risponderà con la stessa fermezza o sceglierà, come finora, la via del basso profilo diplomatico.